LEAL: “GLI ORSI IN TRENTINO AVRANNO MAI PACE?”

LEAL: “GLI ORSI IN TRENTINO AVRANNO MAI PACE?”

In Trentino, alcuni esponenti della lista Fugatti vogliono avviare una revisione del Pacobace con la finalità di ridurne le misure di protezione, comprometterne la tutela e favorirne gli abbattimenti. L’approvazione della mozione che punta a modificare i criteri di gestione degli orsi problematici rappresenta un grave passo indietro, ignorando anni di studi e tentativi di convivenza basati sulla scienza.

Parallelamente, il tentativo di inserire nel tavolo di gestione dei grandi carnivori il Comitato Andrea Papi, noto per promuovere tesi allarmistiche e richieste di abbattimenti, evidenzia come si cerchi di prevalere con approcci emotivi e politici, anziché con competenze tecniche e scientifiche. Un passo che mette a rischio non solo la sopravvivenza degli orsi, ma anche l’equilibrio ambientale e la credibilità delle istituzioni.

L’assessore Roberto Failoni ha espresso parere positivo sulla mozione, considerandola un passo avanti verso la soluzione del problema. LEAL denuncia come questo colpo di mano minacci la sopravvivenza di un patrimonio naturale fondamentale, sacrificando la scienza alle logiche politiche e alla propaganda.

ANGELI (CONSIGLIO PAT – NOI TRENTINO) * REVISIONE “PACOBACE“: «APPROVATA LA MIA MOZIONE, PIÙ RAPIDITÀ E MISURE ADEGUATE NELLA GESTIONE DEGLI ORSI PROBLEMATICI»


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SAVE THE DATE!  VERONA 20 SETTEMBRE: LEAL INAUGURA LA NUOVA SEZIONE A VERONA: UNA REALTÀ OPERATIVA PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI

SAVE THE DATE! VERONA 20 SETTEMBRE: LEAL INAUGURA LA NUOVA SEZIONE A VERONA: UNA REALTÀ OPERATIVA PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI

A Verona il 20 settembre 2025 debutta la nuova sezione dell’Associazione LEAL Lega Antivivisezionista che rafforza la sua presenza sul territorio veneto e inaugura ufficialmente la nuova sezione di Verona.

L’evento, aperto al pubblico, si terrà sabato 20 settembre alle ore 15:30 presso la sala Sorelle Bortolotti in Via Gino Trainotti 1.

L’inaugurazione rappresenta un passo importante per l’Associazione, che con la nuova sede punta a promuovere la tutela degli animali e a diffondere una cultura etica e vegana.

L’incontro sarà moderato dalla giornalista Mariangela Bonfanti e vedrà la partecipazione di relatori di spicco:
Gian Marco Prampolini, presidente nazionale LEAL
Roberta Mancini, responsabile della sezione LEAL Verona e organizzatrice
Bruna Monami, vicepresidente LEAL
Roberto Brognano, responsabile LEAL Maltrattamento e Randagismo
Cristiano Fant, responsabile LEAL Fauna Selvatica
Ospite: Stefano Cagno, psichiatra.

Durante l’inaugurazione, il presidente Gian Marco Prampolini parlerà di LEAL, dei prossimi obiettivi dell’associazione e delle molteplici attività sul territorio nazionale, e presenterà ufficialmente la responsabile della nuova sezione, Roberta Mancini, figura già molto attiva nel volontariato e nell’associazionismo locale. Insieme, i relatori illustreranno le principali attività e gli obiettivi dell’Associazione a Verona.

Roberta Mancini sottolinea l’importanza della nuova realtà sul territorio: “La sezione veronese si impegnerà per promuovere una cultura che riconosca il valore di tutte le forme di vita. Vogliamo contribuire a creare una società più consapevole e rispettosa di ogni vivente e dell’ambiente.”



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LUPI IN VAL VENOSTA: LEAL, LEIDAA, OIPA PRESENTANO ISTANZA CAUTELARE CONTRO L’ABBATTIMENTO

LUPI IN VAL VENOSTA: LEAL, LEIDAA, OIPA PRESENTANO ISTANZA CAUTELARE CONTRO L’ABBATTIMENTO

Le associazioni LEAL, LEIDAA e OIPA hanno predisposto oggi un’istanza cautelare ante causam al Tar di Bolzano, per chiedere la sospensione dell’autorizzazione all’abbattimento di due lupi in Val Venosta, firmata dal presidente della Provincia autonoma Arno Kompatscher.

Nell’istanza si sottolinea, tra l’altro, che il declassamento del lupo da specie “particolarmente protetta” a specie “protetta” non è stato ancora recepito nell’ordinamento italiano. Inoltre, le associazioni rilevano il proprio interesse e legittimazione ad intervenire avendo anche depositato davanti al tribunale dell’Unione Europea il ricorso contro la decisione del Consiglio europeo e tutti gli atti conseguenti, che hanno determinato il declassamento della tutela del lupo prevista dalla direttiva Habitat.

Il provvedimento del presidente della Provincia autonoma dà per scontato che il prelievo di due lupi “a caso” metta fine alle predazioni, mentre sono del tutto ignoti gli effetti sui branchi di lupi di uccisioni indiscriminate. Secondo i pareri di scienziati europei sullo stato di conservazione della specie, anche nell’ambiente alpino, incidono i segni di ibridazione con cani e le ridotte dimensioni di alcune popolazioni locali. La mancanza di un piano di gestione aggiornato e complessivo per il lupo in Italia dovrebbe comunque indurre alla prudenza.

“La linea delle Province autonome riguardo alla gestione dei grandi carnivori – sottolineano le associazioni – predilige la comoda e istantanea “soluzione finale” dell’abbattimento. Ma è una linea che viola le normative comunitarie, che ben potrebbe esporre il nostro Paese all’apertura di una (ulteriore) procedura d’infrazione in tema di gestione della fauna selvatica, ed è in contrasto con l’articolo 9 della Costituzione che “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Peraltro, abbattere i due lupi sarebbe un atto violento e crudele che potrebbe non incidere sulla sicurezza degli animali di talune categorie produttive che lamentano danni”.


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“PROGETTO LEAL”: LA SOLUZIONE UMBRA PER LA CONVIVENZA SICURA TRA UOMO E FAUNA SELVATICA

“PROGETTO LEAL”: LA SOLUZIONE UMBRA PER LA CONVIVENZA SICURA TRA UOMO E FAUNA SELVATICA

La proposta del “Progetto LEAL” in Regione Umbria mira a rispondere in modo concreto e innovativo alla crescente problematica della fauna selvatica vagante, che rappresenta un rischio sia per la sicurezza stradale sia per la tutela della biodiversità locale, per ridurre sensibilmente il numero di incidenti stradali causati dall’attraversamento di animali selvatici, favorendo al contempo la naturale connettività tra gli habitat e la sopravvivenza delle specie autoctone.
La proposta sarà presentata dall’ingegnere Luciano Ratini, responsabile LEAL Ambiente per la provincia di Terni, figura di riferimento per la tutela ambientale e la salvaguardia della fauna selvatica in Umbria, grazie alla sua esperienza e al ruolo ricoperto all’interno della LEAL. Luciano Ratini porterà all’attenzione degli uffici regionali l’importanza di interventi come corridoi ecologici, sottopassi, recinzioni, gestione della vegetazione, soluzioni di illuminazione e riduzione dei rumori, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e proteggere la biodiversità locale.
La gestione della vegetazione lungo le strade, l’installazione di soluzioni di illuminazione mirate e la riduzione dell’inquinamento acustico sono interventi fondamentali per limitare il disturbo alle specie selvatiche, come già previsto da bandi e protocolli regionali volti a promuovere pratiche favorevoli alla biodiversità animale.
Queste misure, integrate con barriere e recinzioni innovative già sperimentate con successo in Umbria, rappresentano un approccio sistemico che può portare a risultati importanti sia in termini di sicurezza che di tutela ambientale.
La proposta umbra si inserisce idealmente in un contesto internazionale in cui grandi infrastrutture verdi, come l’ecoponte Wallis Annenberg in costruzione in California, dimostrano come sia possibile conciliare sicurezza stradale e tutela della biodiversità: anche quel ponte, il più grande al mondo, collegherà habitat separati da una delle autostrade più trafficate degli Stati Uniti, diventando un modello globale per la riconnessione ecologica e la protezione della fauna selvatica.

Nella foto, il render dell’ecoponte di Wallis Annenberg, in costruzione in California

California, sogno verde sull’asfalto: un ecoponte riunirà la fauna

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SCANSANO. EOLICO DA UN MILIARDO MINACCIA IL TERRITORIO

SCANSANO. EOLICO DA UN MILIARDO MINACCIA IL TERRITORIO

Ing. Luciano Ratini
Responsabile LEAL Ambiente

Il contestato maxi-impianto eolico di Scansano (Grosseto) del valore di circa un miliardo di euro, sarebbe il risultato di una decina di progetti che, combinati, porterebbero alla creazione di un gigantesco parco eolico. Questo parco andrebbe a devastare una zona tra le più belle colline, casali, poderi e agriturismi della zona, con impianti dal ciclo di vita di oltre 20 anni, senza alcuna garanzia di smantellamento al termine del loro utilizzo. Si tratta di impianti dal ciclo di vita di oltre 20 anni, senza la minima garanzia che al termine della quale vengano poi smantellati.
Il problema, a livello tecnico, è evidente: in questa splendida realtà agricola, il vento non è costante, come dimostrato da analisi tecniche condotte con droni e satelliti.
Si auspica un confronto con le varie comunità, sia istituzionali che non. Da parte mia, verificherò i vari progetti e le eventuali autorizzazioni, inclusi i codici ambientali.

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