LEAL: NO ALL’ABBATTIMENTO DEL LUPO DELLA VAL CHISONE. NON È UN ATTO DI AGGRESSIONE; NECESSARIO APPROCCIO SCIENTIFICO

LEAL: NO ALL’ABBATTIMENTO DEL LUPO DELLA VAL CHISONE. NON È UN ATTO DI AGGRESSIONE; NECESSARIO APPROCCIO SCIENTIFICO

In Alta Val Chisone, nel comune di Usseaux, un recente episodio sta alimentando un ampio dibattito sulla convivenza tra attività umane e fauna selvatica. Un allevatore locale, nel tentativo di salvare una pecora del suo gregge da un attacco di due lupi, ha riportato una ferita alla gamba causata dal morso di uno dei predatori. L’incidente, seppur con conseguenze mediche lievi, evidenzia la complessità del rapporto tra esseri umani e animali selvatici.

Secondo il guardaparco intervenuto sul luogo, il morso è stato probabilmente una reazione istintiva dell’animale, non configurabile come aggressione premeditata. Il lupo potrebbe essersi sentito minacciato dall’improvviso intervento dell’allevatore e del suo cane da guardiania. È possibile che il conflitto tra il lupo e il cane, intervenuto in difesa delle pecore, abbia contribuito a questa situazione di tensione, anche se i dettagli precisi dell’incontro non sono noti.

LEAL apprende dai media che l’Associazione “Tutela Rurale” di Usseaux chiede l’abbattimento del lupo
ed esprime fermo dissenso nei confronti delle posizioni allarmistiche. Queste descrivono il lupo come un pericolo imminente, alimentando un clima di sovraesposizione e terrorismo animale che colpisce ingiustamente anche altre specie protette, come già avviene per gli orsi trentini. Il lupo, come predatore naturale, svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ecosistema e agisce seguendo i suoi istinti di sopravvivenza, difendendo a sua volta la propria preda.

LEAL sottolinea inoltre la necessità di mantenere un approccio equilibrato e scientifico, in linea con quanto espresso dal guardaparco, che ha rimarcato come il lupo stesse di fatto difendendo la sua preda. Gian Marco Prampolini, presidente LEAL, commenta: “Cerchiamo di non forzare interpretazioni errate e mistificate nel tentativo di modificare o dominare a nostro piacimento i comportamenti dei selvatici e i loro istinti naturali. La convivenza tra attività umane e fauna selvatica richiede cautela, ma anche rispetto delle dinamiche naturali e un monitoraggio attento e continuo, non giudizi frettolosi e soluzioni radicali.”

Il lupo rimane una specie protetta, la cui presenza è elemento indispensabile per la biodiversità e la salute degli ecosistemi alpini. LEAL ribadisce l’impegno a contrastare ogni forma di allarmismo sulle specie selvatiche e a promuovere soluzioni di gestione basate sulla scienza, la tutela e la convivenza sostenibile.


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LA FORESTALE UCCIDE UN LUPO IN LESSINIA. LEAL DENUNCIA LA MODALITÀ “SOLUZIONE FINALE”

LA FORESTALE UCCIDE UN LUPO IN LESSINIA. LEAL DENUNCIA LA MODALITÀ “SOLUZIONE FINALE”

Nella mattinata di sabato 20 settembre 2025, la Provincia di Trento ha comunicato: “Nel corso della notte, il Corpo forestale del Trentino ha eseguito il decreto firmato il 4 settembre scorso dal presidente della Provincia autonoma di Trento, provvedendo alla rimozione — tramite abbattimento — di un lupo maschio adulto appartenente al branco che gravita nella Lessinia trentina. L’animale è stato rimosso in un pascolo limitrofo a malga Boldera (Comune di Ala) mentre stava tentando la predazione di un bovino…..”

L’Amministrazione provincia di Trento dichiara nel comunicato che “continuerà ad affiancare gli allevatori con azioni di prevenzione, supporto tecnico e monitoraggio costante”.
La realtà è che il territorio è ormai degli allevatori che lasciano gli animali senza protezioni e non fanno prevenzione. Come accade anche per gli orsi l’unica “soluzione” che adottano è quella finale, senza ascoltare le esigenze di tutela e convivenza. Questo atteggiamento autoritario e unilaterale dimostra come la Provincia consideri il territorio e la fauna come propri domini da sfruttare e controllare, anziché preservare e rispettare.

LEAL ricorda che anche ISPRA aveva confermato che sussistono le condizioni previste dalla Direttiva Habitat per gli interventi di rimozione. Per questo, l’associazione denuncia questa gestione miope e oppressiva: non si può parlare di supporto e monitoraggio mentre si uccidono gli animali, si ignorano metodi alternativi e, con tutte le giustificazioni di legge, si abbandonano i selvatici a una caccia ingiustificata. La vera assistenza agli allevatori deve passare attraverso misure non cruente e condivise, non con l’imposizione di decreti di abbattimento.


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LUPI IN VAL VENOSTA: LEAL, LEIDAA, OIPA PRESENTANO ISTANZA CAUTELARE CONTRO L’ABBATTIMENTO

LUPI IN VAL VENOSTA: LEAL, LEIDAA, OIPA PRESENTANO ISTANZA CAUTELARE CONTRO L’ABBATTIMENTO

Le associazioni LEAL, LEIDAA e OIPA hanno predisposto oggi un’istanza cautelare ante causam al Tar di Bolzano, per chiedere la sospensione dell’autorizzazione all’abbattimento di due lupi in Val Venosta, firmata dal presidente della Provincia autonoma Arno Kompatscher.

Nell’istanza si sottolinea, tra l’altro, che il declassamento del lupo da specie “particolarmente protetta” a specie “protetta” non è stato ancora recepito nell’ordinamento italiano. Inoltre, le associazioni rilevano il proprio interesse e legittimazione ad intervenire avendo anche depositato davanti al tribunale dell’Unione Europea il ricorso contro la decisione del Consiglio europeo e tutti gli atti conseguenti, che hanno determinato il declassamento della tutela del lupo prevista dalla direttiva Habitat.

Il provvedimento del presidente della Provincia autonoma dà per scontato che il prelievo di due lupi “a caso” metta fine alle predazioni, mentre sono del tutto ignoti gli effetti sui branchi di lupi di uccisioni indiscriminate. Secondo i pareri di scienziati europei sullo stato di conservazione della specie, anche nell’ambiente alpino, incidono i segni di ibridazione con cani e le ridotte dimensioni di alcune popolazioni locali. La mancanza di un piano di gestione aggiornato e complessivo per il lupo in Italia dovrebbe comunque indurre alla prudenza.

“La linea delle Province autonome riguardo alla gestione dei grandi carnivori – sottolineano le associazioni – predilige la comoda e istantanea “soluzione finale” dell’abbattimento. Ma è una linea che viola le normative comunitarie, che ben potrebbe esporre il nostro Paese all’apertura di una (ulteriore) procedura d’infrazione in tema di gestione della fauna selvatica, ed è in contrasto con l’articolo 9 della Costituzione che “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Peraltro, abbattere i due lupi sarebbe un atto violento e crudele che potrebbe non incidere sulla sicurezza degli animali di talune categorie produttive che lamentano danni”.


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L’EUROPA RILANCIA LA FAVOLA DEL LUPO CATTIVO: NO AL DECLASSAMENTO POLITICO DELLA SPECIE

L’EUROPA RILANCIA LA FAVOLA DEL LUPO CATTIVO: NO AL DECLASSAMENTO POLITICO DELLA SPECIE

03/06/2025
Previsto per il 5 giugno p.v. il declassamento del lupo al Consiglio Europeo. Mentre il Medio-Evo in chiave elettoralistica torna in politica a Bruxelles, diversi Stati Membri dell’UE annunciano il mantenimento della protezione rigorosa. Nel frattempo, Earth ODV, Green Impact, LNDC Animal Protection, Nagy Tavak e One Voice, con il sostegno di altre diciassette associazioni europee, attendono l’esito del ricorso presentato alla Corte di Giustizia dell’UE per fermare questo attacco alla biodiversità.

Si avvicina il declassamento del lupo, contro la scienza, il Trattato e il diritto Europeo, ma i politici passano e i fatti restano.
Il piano annunciato da Ursula von der Leyen per ridurre lo status di protezione del lupo – in periodo pre-elezione del secondo mandato – punta a conquistare il favore di una ristretta minoranza di agricoltori, sostenuti in maniera strumentale da COPA-COGECA e dalle lobby europee dei cacciatori.

Il tentativo di declassare il lupo ha avuto successo solo grazie alla passività degli Stati Membri dell’UE, all’inspiegabile rinuncia del Parlamento Europeo ad esercitare le proprie prerogative, e all’opacità delle dinamiche decisionali all’interno della Convenzione di Berna, dove l’UE-27 detiene una posizione di maggioranza, ma è assente un processo di valutazione scientifica indipendente delle proposte avanzate dalle Parti Contraenti – spiegano le Associazioni.

Invisibile nei negoziati è stato il Commissario europeo all’Ambiente nei due mandati della Van der Leyen – completamente oscurato da una Presidente della Commissione che, in modo del tutto inusuale, ha condotto in prima persona la campagna per riaprire la “caccia” e quindi le uccisioni di una specie tutelata da uno status di protezione rigorosa.
Una deriva grave, che apre la strada a un ritorno oscurantista nel conflitto uomo-natura, in netto contrasto con tutti gli obiettivi di biodiversità dell’Unione europea.
Il pretesto per questa mossa è stato un report commissionato e finanziato dalla stessa Commissione Europea ad una società di consulenza: un documento non accademico, privo di peer review, e giudicato privo di fondamento dalla Comunità Scientifica europea impegnata sul lupo, la quale ha espresso pubblicamente a più riprese la propria contrarietà.
La risposta da Bruxelles è stata sorprendente: ignoriamo la scienza, anche se il diritto europeo non lo consente, e andiamo avanti per la nostra strada.

Anche i dati parlano chiaro: le predazioni da parte del lupo rappresentano appena lo 0,07% delle perdite tra ovini e caprini in Europa (principali target di attacchi). Eppure, nonostante le predazioni pesino in modo irrilevante nel bilancio agricolo dell’UE’ e il lupo sia ancora classificato come vulnerabile e a rischio di estinzione in molte aree Europee, la Presidente della Commissione ha sostenuto la linea dell’abbattimento. Neppure il fatto che i contribuenti europei finanziano, attraverso i fondi PAC, sia le misure di prevenzione sia le compensazioni per le predazioni subite dagli agricoltori, è servito a frenare questa pericolosa deriva politica.

Alle evidenze scientifiche si preferiscono le favole popolari, i vertici di Bruxelles ci vogliono far tornare al Medioevo.
Ma per quanto potrà durare questo scollamento dalla realtà? Le Associazioni stanno già informando l’opinione pubblica su quanto accaduto anche al fine di indirizzare le prossime elezioni locali, nazionali ed europee verso candidati che mettano concretamente l’ambiente e la biodiversità al centro.

Alcuni Stati membri – come Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca e Belgio – hanno già dichiarato l’intenzione di mantenere la protezione rigorosa del lupo. Altri, come Malta, Belgio e Ungheria, potrebbero presto unirsi a questa scelta.

Nel frattempo, cinque associazioni – Earth ODV, Green Impact, LNDC Animal Protection, Nagy Tavak e One Voice, con il sostegno di altre diciassette – hanno presentato ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per ottenere l’annullamento della decisione di declassamento. Il procedimento è in corso, nonostante le istituzioni europee abbiano preferito forzare le procedure e le tempistiche dei negoziati, pur di raggiungere un risultato immediato che, ci auguriamo, si trasformi in un boomerang elettorale.
Le Associazioni richiedono ‘una riforma seria e strutturale della normativa europea sulla natura: una riforma che superi l’attuale logica strumentale delle “liste” e degli “allegati”, ormai utilizzati a fini puramente politici, e che adotti un approccio ecosistemico e climatico, non più centrato su singole specie o habitat. Una gestione affidata a chi possiede competenze reali, etica e rispetto per la natura. Per l’Italia, chiediamo che la gestione della biodiversità sia affidata ai Carabinieri Forestali, con il supporto di una rete di Università, istituti di ricerca e un comitato etico indipendente’.

I fatti restano e i politici passano, l’arraffazzonato declassamento del lupo fatto a Bruxelles avrà un peso concreto sui candidati delle prossime elezioni locali, nazionali ed europee. Il Lupo deve restare bene collettivo e non più una merce elettorale.

Approfondimenti

Ricorso alla Corte Europea di Giustizia che richiede l’annullamento del declassamento del lupo: https://www.greenimpact.it/wp-content/uploads/2025/02/OJ_C_202500922_IT_TXT.pdf

Lista delle Associazioni proponenti e interventiste: https://www.greenimpact.it/wp-content/uploads/2025/04/2025-LUPI-Caso-Corte-UE.-Lista-Ricorrenti-e-Atto-di-intervento.pdf

Revisione accademica indipendente (E. Randi e M. Fisher, Aprile 2025) della base scientifica usata dalla Commissione Europea; la revisione dimostra che la tesi del declassamento proposta dalla Commissione Europea non ha basi scientifiche: https://www.greenimpact.it/wp-content/uploads/2025/04/Wolf-Blanco-Sundseth-2023-Review-01.04.25._.pdf

700 scienziati in tutta Europa firmano contro il declassamento del lupo: https://drive.google.com/drive/folders/13Y4fuG3OpUKY7Wtw9Y2dMbfpBVeGuyMy

IUCN-Large Carnivore Initiative (Coordinata da Dr Luigi Boitani): Dichiarazione contro il declassamento del lupo: https://www.greenimpact.it/wp-content/uploads/2024/12/Traduzione-initaliano-della-Dichiarazione-di-Large-Carnivore-Initiative-for-Europe-1.pdf

+2000 Scienziati contro l’impoverimento delle Direttive UE sulla Natura https://zenodo.org/records/14864213
Impact of predation on livestock farming – Sheep predation by wolves in the EU accounts for only 0.07% of the total number of sheep in the EU (2024): https://www.science.org/content/article/plan-allow-wolf-hunting-europe-protect-livestock-could-backfire-some-scientists-say#:

Ricorso di cinque associazioni (causa T-634/24) alla Corte di giustizia europea per l’annullamento della decisione del Consiglio di declassare il lupo alla Convenzione di Berna, 2024 Causa T-634/24: Ricorso presentato il 6 dicembre 2024 – Green Impact e altri versus Consiglio e Commissione. Il ricorso ha ricevuto il sostegno di altre 17 associazioni che hanno fatto un atto di intervento sul ricorso. Ricorrenti: Green Impact, EARTH, Nagy Tavak, One Voice, LNDC Animal Protection. Atto di intervento: LEIDAA, Federazione Nazionale Pro Natura, Io non ho paura del lupo, Animal Cross, Pole Grands Predateurs, ASPAS, Ferus, Animalista LIBERA!, Suomen eläinoikeusjuristit ry, Svenska Rovdjursföreningen, Naturskyddsföreningen, Pracownia na rzecz Wszystkich Istot, OIPA, LEAL, WWF Italia, Legambiente e ASCEL.
Ricorso alla Corte Europea di Giustizia che richiede l’annullamento del declassamento del lupo: https://www.greenimpact.it/wp-content/uploads/2025/02/OJ_C_202500922_IT_TXT.pdf

Lista delle Associazioni proponenti e interventiste: https://www.greenimpact.it/wp-content/uploads/2025/04/2025-LUPI-Caso-Corte-UE.-Lista-Ricorrenti-e-Atto-di-intervento.pdf

Ulteriori informazioni:

Corte Europea di Giustizia
Nelle sentenze del 2024 relative ai casi (C601/22 e C436/22) in Austria e Spagna, la Corte Europea di Giustizia ha confermato la necessità di mantenere una protezione rigorosa e che la necessità di garantire uno stato di conservazione favorevole del lupo prevale sulle considerazioni socio-economiche; inoltre il lupo non può essere designato come specie cacciabile a livello regionale quando il suo stato di conservazione a livello nazionale è sfavorevole.

Alcune dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea:
President von der Leyen said: “The concentration of wolf packs in some European regions has become a real danger for livestock and potentially also for humans. I urge local and national authorities to take action where necessary. Indeed, current EU legislation already enables them to do so.”

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_23_4330
European Commission President, Ursula von der Leyen, said: “In some European regions, wolf packs have become a real danger especially for livestock. Today, we are proposing a change of EU law that will help local authorities to actively manage wolf populations while protecting both biodiversity and our rural livelihoods.”

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_711
President Ursula von der Leyen said: “The comeback of wolves is good news for biodiversity in Europe. But the concentration of wolf packs in some European regions has become a real danger especially for livestock. To manage critical wolf concentrations more actively, local authorities have been asking for more flexibility. The European level should facilitate this and the process the Commission started today is an important step. I am deeply convinced that we can and will find targeted solutions to protect both, biodiversity and our rural livelihoods.”
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_23_6752

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UE ABBASSA LA GUARDIA SUL LUPO: LEAL DENUNCIA UN TRADIMENTO DELLA BIODIVERSITÀ

UE ABBASSA LA GUARDIA SUL LUPO: LEAL DENUNCIA UN TRADIMENTO DELLA BIODIVERSITÀ

ll 16 aprile 2025 il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato il mandato per modificare la direttiva Habitat, declassando lo status di tutela del lupo da “specie rigorosamente protetta” a “specie protetta”. Questo adeguamento segue la revisione della Convenzione di Berna e consente agli Stati membri una maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni di lupi, inclusa la possibilità di autorizzare misure di contenimento come cattura o abbattimento in casi specifici. La modifica sarà formalmente adottata dopo il voto del Parlamento europeo nelle prossime settimane e, una volta completato l’iter a livello UE, il declassamento sarà automatico anche in Italia, dove il lupo è già stato declassato da “superprotetto” a “protetto” con un emendamento approvato alla Camera.

La Commissione europea giustifica la modifica con la necessità di gestire una realtà mutata, in cui alcune popolazioni di lupi sono aumentate significativamente, creando problemi soprattutto per il bestiame nelle zone rurali. Tuttavia, la specie rimarrà comunque protetta e gli Stati membri dovranno garantire il mantenimento di uno status di conservazione favorevole, continuando a monitorarne lo stato e adottando misure preventive per ridurre i danni causati dai lupi. La caccia potrà essere autorizzata ma sarà regolamentata in modo da non compromettere la conservazione della specie.

Questa decisione ha suscitato forti critiche da parte di numerose associazioni ambientaliste e scientifiche, che denunciano la mancanza di solide basi scientifiche e la prevalenza di motivazioni politiche e ideologiche, spesso influenzate da interessi di allevatori e cacciatori. Il declassamento è visto come un grave arretramento nelle politiche di conservazione, che rischia di vanificare decenni di sforzi per la coesistenza e la tutela del lupo, aumentando i conflitti sociali e mettendo a rischio una specie simbolo del patrimonio naturale europeo. Inoltre, in Italia si evidenziano carenze nel monitoraggio della specie e nell’attuazione di piani nazionali aggiornati, elementi fondamentali per una gestione scientifica e responsabile.

LEAL esprime una netta condanna nei confronti di questa decisione, che costituisce un passo indietro per la tutela della biodiversità e un segnale preoccupante di come la politica stia ignorando la scienza e i diritti degli animali. La riduzione della protezione del lupo rappresenta un pericolo per l’equilibrio degli ecosistemi e per la conservazione di una specie fondamentale, simbolo di resistenza e rinascita. LEAL invita le istituzioni a rivedere questa scelta, a rafforzare le misure di prevenzione e a promuovere soluzioni concrete per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, ascoltando la comunità scientifica e la società civile anziché cedere a pressioni di interessi particolari.

LEAL INCONDIZIONATAMENTE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI

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