22 Gen, 2026
È stato rinvenuto nei pressi di Sommo, in provincia di Pavia, un lupo gravemente ferito e in fin di vita. In un primo momento si era ipotizzato un investimento stradale, ma gli esami radiografici hanno rivelato una realtà ben più drammatica: l’animale era stato colpito da un’arma da fuoco. Nonostante la segnalazione immediata della Polizia Provinciale e il tempestivo intervento del CRAS, il lupo è spirato poche ore dopo, aggiungendosi alla lunga lista di vittime del bracconaggio che ogni anno colpisce la fauna selvatica italiana.
LEAL ha sporto denuncia e, attraverso il responsabile fauna selvatica Cristiano Fant esprime profonda preoccupazione per il significato di questo ennesimo episodio:
“Alla luce dell’ennesimo caso di bracconaggio, si conferma la pericolosità del sapiens nei confronti della biodiversità. Ogni lupo ucciso è un grave danno per l’ambiente ed è il risultato di una cultura atavica e limitata, oltre che di evidenti mancanze in tema di prevenzione. L’Italia è la fotografia di un mondo che non sa convivere con sé stesso: una specie che si autodefinisce ‘la più evoluta’ ma che continua a essere la più violenta e dannosa del pianeta, incapace persino di porre rimedio ai propri errori. Se il Senato voterà sì al declassamento, prepariamoci a una strage che moltiplicherà i circa 300 lupi uccisi ogni anno”.
La decisione italiana di aderire al declassamento dello stato di protezione del lupo approvata dalla Camera lo scorso dicembre è fortemente contestata da LEAL, che da anni si batte per una gestione fondata su dati scientifici e non su pressioni politiche o interessi di categoria. L’associazione ha già presentato un ricorso contro il provvedimento e annuncia nuove iniziative legali e istituzionali.
“Siamo pronti a intervenire in tutte le sedi contro il declassamento in Italia”, si legge in una nota dell’organizzazione. Fant aggiunge: “Grave sarebbe il pregiudizio che ne deriverebbe, poiché non esistono basi scientifiche valide a sostegno di una decisione tanto pesante, che rischierebbe di compromettere in modo irreversibile l’equilibrio ambientale”.
LEAL ribadisce che la tutela del lupo non è solo una battaglia etica, ma una necessità ecologica: un Paese che non protegge tutte le sue specie e il suo equilibrio ambientale è un Paese che rinuncia alla propria biodiversità e al proprio futuro.

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Foto Antonio Iannibelli
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21 Ott, 2025
LUPI – LEAL ACCUSA LA PROVINCIA DI TRENTO: “LA PAT USA I BOVINI COME ALIBI PER LA MATTANZA”.
LEAL interviene in merito alla recente comunicazione della Provincia Autonoma di Trento (PAT) relativa alla predazione da parte di lupi di sei bovini adulti a malga Lavacchio (Avio), dove l’Amministrazione provinciale ribadisce la volontà di procedere con la “rimozione di esemplari problematici” e la stesura di un nuovo Piano di gestione basato su un “grado di protezione ridotto” della specie a livello europeo.
Cristiano Fant, responsabile Fauna Selvatica LEAL, sottolinea: “La dichiarazione della PAT (Provincia Autonoma di Trento) secondo cui, nel caso di bovini adulti, ‘non sono previste opere di prevenzione’ è l’elemento più grave e inaccettabile della comunicazione, e tradisce una profonda irresponsabilità gestionale. LEAL condanna il tentativo della PAT di strumentalizzare l’episodio per giustificare una politica di gestione letale, ignorando che la protezione degli animali da reddito (D.L. 146/01) prevale sulle responsabilità gestionali e sulla gerarchia delle norme”.
“Art. 11 del DPR 357/97 permette la deroga (l’abbattimento) solo in assenza di “altra soluzione valida” e a condizione che non venga pregiudicato lo “stato di conservazione soddisfacente” della popolazione di lupi.
Ricordiamo alla Provincia che il Consiglio di Stato è già intervenuto (nel caso di malga Boldera) disponendo la sospensione del decreto di abbattimento. Ciò conferma che la rimozione non è una misura automatica, ma l’estrema ratio da applicarsi con massima cautela e su basi scientifiche inoppugnabili.
Il lupo è un predatore opportunista. L’attacco non è legato alle dimensioni della preda, ma alla sua vulnerabilità, dovuta alla mancanza di misure di guardia, all’assenza di recinzioni elettrificate adeguate o di un efficace presidio umano (guardiania), soprattutto in pascoli montani o non custoditi.
Affermare che la prevenzione non è prevista per i bovini adulti equivale ad ammettere un deficit nella pianificazione zootecnica. Le misure non letali (cani da guardiania specifici per grandi mandrie, recinzioni mobili e rinforzate) sono dimostrate come l’unica soluzione efficace e duratura per la coesistenza, a prescindere dalla categoria di bestiame.
La mancata adozione di misure preventive da parte degli allevatori e della Provincia stessa – anche per i bovini adulti – crea artificialmente le condizioni per il conflitto e, di conseguenza, per la richiesta di abbattimento, trasformando l’assenza di tutela in un casus belli contro il selvatico.
LEAL chiede che il nuovo Piano di gestione del lupo in corso di elaborazione respinga ogni ipotesi di riduzione della protezione del lupo rispetto allo status di “specie rigorosamente protetta”. Impieghi la totalità delle risorse disponibili nella fornitura, installazione e formazione all’uso di strumenti di prevenzione non letale (recinzioni, cani da guardiania, sistemi di allarme) per tutte le categorie di bestiame, inclusi i bovini adulti.
Subordini tassativamente ogni richiesta di rimozione (abbattimento) alla prova documentata del fallimento di tutte le misure di prevenzione attuabili.
LEAL continuerà a battersi affinché la gestione del lupo in Trentino sia basata sulla scienza, sul diritto e sull’etica, e non sulla facile via della soppressione.
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1 Ott, 2025
LEAL prende atto con favore del comunicato stampa emesso dall’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie riguardo l’incidente del 24 settembre 2025 in Val Chisone. Il Parco ha confermato quanto riferito dai guardiaparco subito dopo l’accaduto: il lupo non aveva intenzione di aggredire l’uomo ma ha reagito istintivamente per difendere la pecora, sua preda, minacciata.
L’allevatore si è procurato ferite superficiali alla gamba durante il tentativo di salvare una pecora del suo gregge, ferite che sono per fortuna lievi come sottolineato nel comunicato. L’intervento dei guardiaparco è stato tempestivo e prezioso per ricostruire con rigore la dinamica dell’evento, documentando sia le condizioni ambientali sia il comportamento del lupo e degli animali coinvolti.
LEAL apprezza l’approccio responsabile e scientifico del Parco, che insieme all’incremento della vigilanza, all’analisi del comportamento dei lupi dimostra una gestione attenta per garantire sia la sicurezza delle persone che la conservazione della specie. Riteniamo importante il richiamo alla prudenza e al rispetto della distanza dagli animali selvatici, evitando inutili allarmismi per un episodio di natura istintiva e non predatoria nei confronti dell’uomo.
https://www.parchialpicozie.it/…/Pian-dell-Alpe…/
https://leal.it/leal-no-allabbattimento-del-lupo-della…/

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29 Set, 2025
In Alta Val Chisone, nel comune di Usseaux, un recente episodio sta alimentando un ampio dibattito sulla convivenza tra attività umane e fauna selvatica. Un allevatore locale, nel tentativo di salvare una pecora del suo gregge da un attacco di due lupi, ha riportato una ferita alla gamba causata dal morso di uno dei predatori. L’incidente, seppur con conseguenze mediche lievi, evidenzia la complessità del rapporto tra esseri umani e animali selvatici.
Secondo il guardaparco intervenuto sul luogo, il morso è stato probabilmente una reazione istintiva dell’animale, non configurabile come aggressione premeditata. Il lupo potrebbe essersi sentito minacciato dall’improvviso intervento dell’allevatore e del suo cane da guardiania. È possibile che il conflitto tra il lupo e il cane, intervenuto in difesa delle pecore, abbia contribuito a questa situazione di tensione, anche se i dettagli precisi dell’incontro non sono noti.
LEAL apprende dai media che l’Associazione “Tutela Rurale” di Usseaux chiede l’abbattimento del lupo ed esprime fermo dissenso nei confronti delle posizioni allarmistiche. Queste descrivono il lupo come un pericolo imminente, alimentando un clima di sovraesposizione e terrorismo animale che colpisce ingiustamente anche altre specie protette, come già avviene per gli orsi trentini. Il lupo, come predatore naturale, svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ecosistema e agisce seguendo i suoi istinti di sopravvivenza, difendendo a sua volta la propria preda.
LEAL sottolinea inoltre la necessità di mantenere un approccio equilibrato e scientifico, in linea con quanto espresso dal guardaparco, che ha rimarcato come il lupo stesse di fatto difendendo la sua preda. Gian Marco Prampolini, presidente LEAL, commenta: “Cerchiamo di non forzare interpretazioni errate e mistificate nel tentativo di modificare o dominare a nostro piacimento i comportamenti dei selvatici e i loro istinti naturali. La convivenza tra attività umane e fauna selvatica richiede cautela, ma anche rispetto delle dinamiche naturali e un monitoraggio attento e continuo, non giudizi frettolosi e soluzioni radicali.”
Il lupo rimane una specie protetta, la cui presenza è elemento indispensabile per la biodiversità e la salute degli ecosistemi alpini. LEAL ribadisce l’impegno a contrastare ogni forma di allarmismo sulle specie selvatiche e a promuovere soluzioni di gestione basate sulla scienza, la tutela e la convivenza sostenibile.

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21 Set, 2025
Nella mattinata di sabato 20 settembre 2025, la Provincia di Trento ha comunicato: “Nel corso della notte, il Corpo forestale del Trentino ha eseguito il decreto firmato il 4 settembre scorso dal presidente della Provincia autonoma di Trento, provvedendo alla rimozione — tramite abbattimento — di un lupo maschio adulto appartenente al branco che gravita nella Lessinia trentina. L’animale è stato rimosso in un pascolo limitrofo a malga Boldera (Comune di Ala) mentre stava tentando la predazione di un bovino…..”
L’Amministrazione provincia di Trento dichiara nel comunicato che “continuerà ad affiancare gli allevatori con azioni di prevenzione, supporto tecnico e monitoraggio costante”.
La realtà è che il territorio è ormai degli allevatori che lasciano gli animali senza protezioni e non fanno prevenzione. Come accade anche per gli orsi l’unica “soluzione” che adottano è quella finale, senza ascoltare le esigenze di tutela e convivenza. Questo atteggiamento autoritario e unilaterale dimostra come la Provincia consideri il territorio e la fauna come propri domini da sfruttare e controllare, anziché preservare e rispettare.
LEAL ricorda che anche ISPRA aveva confermato che sussistono le condizioni previste dalla Direttiva Habitat per gli interventi di rimozione. Per questo, l’associazione denuncia questa gestione miope e oppressiva: non si può parlare di supporto e monitoraggio mentre si uccidono gli animali, si ignorano metodi alternativi e, con tutte le giustificazioni di legge, si abbandonano i selvatici a una caccia ingiustificata. La vera assistenza agli allevatori deve passare attraverso misure non cruente e condivise, non con l’imposizione di decreti di abbattimento.

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