14 Ott, 2025
Il CANC è un settore dell’Ospedale Veterinario Universitario del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, specializzato nella cura di animali selvatici e domestici non convenzionali di diverse classi animali (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, pesci, aracnidi).
Grazie a convenzioni con la Città Metropolitana di Torino e la Provincia di Biella, il Centro gestisce ogni anno più di 5000 animali selvatici in difficoltà, curandoli, alimentandoli e garantendo le necessarie attività di pulizia.
Le attività non veterinarie sono affidate agli studenti del corso magistrale in Medicina Veterinaria, ma l’aumento costante dei ricoveri rende spesso necessario l’intervento diretto del personale sanitario.
Poiché i contributi economici pubblici sono insufficienti e l’Università non fornisce supporto finanziario, i docenti Prof.ssa Mitzy Mauthe von Degerfeld e Prof. Giuseppe Quaranta hanno fondato la Wild Exotic Animal Foundation ETS (WEA-F) per raccogliere fondi e stringere convenzioni finalizzate a sostenere il CANC.
Un aiuto fondamentale alle attività non cliniche arriva dalla LEAL, grazie all’interessamento di Anna Cristina Perruchon e Flavio Abrate. Il 11 aprile 2025 è stato firmato un accordo di collaborazione tra LEAL e il Dipartimento di Scienze Veterinarie volto alla tutela degli animali e al miglioramento del loro benessere.
In questo ambito, volontari LEAL, formati con un corso teorico-pratico di due giorni presso il CANC, operano quotidianamente per supportare la gestione degli animali selvatici: accoglienza, compilazione modulistica, assistenza ai veterinari, gestione alimenti e pulizie di animali ricoverati.
La Prof.ssa Mitzy Mauthe von Degerfeld sottolinea l’importanza di questo contributo volontario, che ha permesso al team veterinario di concentrarsi maggiormente sulla cura clinica, aumentando così i tassi di sopravvivenza degli animali, spesso fragili e delicati durante il ricovero terapeutico.
Barbara Grosso, volontaria LEAL presso il CANC, racconta la sua esperienza:
“Sono passati più di due anni dall’inizio del mio volontariato WEA-F / CANC, finalmente grazie al corso di formazione organizzato dal CANC e grazie all’interessamento della LEAL possiamo dirci autorizzati ed assicurati per prenderci cura degli animali esotici/selvatici ricoverati.
Ma vorrei sottolineare che per gestire un tale numero di pazienti (più di 5000 annui) non è sufficiente il lavoro diretto.
Dietro ai tanti bravissimi studenti che si occupano giornalmente della pulizia degli animali e dietro all’impeccabile lavoro dei veterinari, c’è chi si occupa della sistemazione dei magazzini, dell’accettazione degli animali, della preparazione dei pastoncini, delle pulizie dei recinti, del reperimento e pulizia delle verdure, della pulizia dei frigoriferi, c’è chi trasporta su e giù gabbie e giornali.
Insomma chi si spezza la schiena nei lavori più “umili” ma non meno importanti e fondamentali.
Ed è per questo costante lavoro che ringrazio i miei amici/colleghi volontari.
Grazie per dedicarvi al loro benessere partendo dalla base, ben consapevoli che è anche e soprattutto di questo lavoro che gli animali necessitano.”
Se anche tu hai letto la testimonianza di Barbara e desideri diventare volontario, puoi contattare il dottor Flavio Abrate, medico veterinario che coordina le attività dei volontari all’indirizzo email flavio.abratesecondo@gmail.com
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16 Set, 2024
La situazione delle specie di pesci a rischio è critica e richiede un’azione urgente, si devono intensificare gli sforzi di conservazione e migliorare la gestione delle risorse ittiche pena ulteriore perdita di biodiversità.
Recenti studi pubblicati su PloS Biology (https://journals.plos.org/plosbiology/article?id=10.1371/journal.pbio.3002773), evidenziano la necessità di garantire la sostenibilità degli ecosistemi acquatici e fanno emergere una grave crisi per le specie di pesci a rischio di estinzione I dati ottenuti mostrano come il numero di specie minacciate sia di molto più alto rispetto alle precedenti stime ufficiali.
Le cifre sono preoccupanti: il 12,7% delle specie di pesci è a rischio di estinzione, rispetto al 2,5% stimato dall’International Union for the Conservation of Nature (IUCN). Il nuovo dato deriva dall’analisi di circa 5.000 specie precedentemente non considerate a causa della mancanza di dati attendibili. Il 38% delle specie di pesci non è stato studiato adeguatamente, rendendo difficile una valutazione accurata del loro stato di conservazione. Un sistema di intelligenza artificiale ha condotto i ricercatori ad analizzare le specie che precedentemente avevano dati insufficienti. Questo sistema ha portato il numero di specie a rischio da 334 a 1.671.
Le maggiori minacce alla fauna ittica sono date dalla pesca incontrollata che ha portato le specie più grandi che si riproducono più lentamente e sono più vulnerabili e vicini all’estinzione come ad esempio il tonno rosso e il pesce spada.
Anche l’inquinamento rappresenta una delle maggiori minacce, con il 57% delle specie di pesci d’acqua dolce colpite da fattori inquinanti organici (scarichi civili, agricoli, zootecnici e industriali contenenti sostanze organiche biodegradabili), inquinanti inorganici (sostanze provenienti da lavorazioni industriali (settore chimico, metallurgico, conciario), sostanze organiche di sintesi, inquinamento da idrocarburi (sversamenti di petrolio da petroliere danneggiate o naufragate, acque di lavaggio delle cisterne delle navi), inquinamento chimico (pesticidi, fertilizzanti, detergenti, prodotti chimici industriali, erbicidi, solventi organici utilizzati dalle industrie (acetone, trielina, benzene, toluene, ecc.), inquinamento da rifiuti solidi (rifiuti urbani come plastica, microplastiche, sacchetti, rifiuti industriali, inquinamento termico (scarico incontrollato di acqua a temperatura superiore per raffreddare impianti industriali), inquinamento da nutrienti (fertilizzanti e pesticidi usati in agricoltura, liquami e residui degli allevamenti, inquinamento microbiologico (batteri patogeni come legionella ed escherichia coli).
Anche il cambiamento climatico influisce sulla temperatura dell’acqua e modifica le condizioni dell’habitat di molte specie che rischiano l’estinzione.
Lo squalo bianco, ad esempio e già scomparso al 96% nel Mediterraneo, ed è considerato vulnerabile a causa della pesca eccessiva e dei cambiamenti climatici.
Se la situazione è preoccupante ciascuno di noi può tuttavia impegnarsi a contrastare l’inquinamento delle acque e l’estinzione dei pesci. Riduciamo l’uso della plastica che rappresenta una delle principali minacce per gli ecosistemi acquatici attuiamo la politica del riciclo anche per una corretta gestione dei rifiuti. Utilizziamo prodotti biodegradabili, scegliamo mezzi di trasporto sostenibili e evitiamo i prodotti usa e getta privilegiando prodotti durevoli.
Non stanchiamo di sensibilizzare, informare e impegniamoci a promuovere e supportare leggi e norme che proteggano le acque e la fauna acquatica.
Leggi un altro nostro articolo sull’argomento:https://leal.it/2020/07/03/leal-animalismo-e-ambiente-lasciamo-i-pesci-al-mare-e-scegliamo-vegan/
LEAL si batte per una scelta vegan e per un consumo consapevole nel rispetto del pianeta e per la difesa dell’ambiente. Non mangiamo e vestiamo animali.
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21 Lug, 2023
Il rispetto per gli animali passa anche dalla piccola fauna marina che i bambini osservano o pescano vicino alla riva, anzi capita che siano i genitori stessi che per intrattenere i bambini propongono di catturarli.
Ogni anno decine di migliaia di granchi, meduse, piccoli pesci, polpi, stelle marine vengono catturati con secchielli e retini e diventano giocattoli vivi: maneggiati, fatti cadere nella sabbia, ripresi con le mani o con la paletta, risciacquati con l’acqua contenuta nel secchiello fino a che sopraggiunge la morte. Oppure vengono dimenticati al sole in qualche contenitore e lasciati agonizzare.
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LEAL vuole trasmettere ai genitori e ai bambini il senso diritto a un’esistenza libera che appartiene a tutti gli esseri viventi. L’innata curiosità dei bambini va sicuramente incoraggiata e indirizzata a una osservazione degli animali in natura senza prelievi, violenze a abusi e indirizzando i più piccoli a comportamenti rispettosi di animali e ambiente per una questioni etica e di legalità.
Un maltrattamento è anche toccare queste creature: le meduse sono prezioso cibo per altri animali; ancora: per uccidere una stella marina basta il contatto che porta a disidratazione, surriscaldamento o infezioni mortali.
E le conchiglie? Le conchiglie lasciamole agli scogli e al mare perché sono sono cibo e riparo per tanti animali oltre che una preziosa risorsa che contribuisce a proteggere anche i litorali dall’erosione.
Allora cosa possiamo fare? Un’attività in vacanza utile per il pianeta oltre che educativa da svolgere ovunque ci si trovi è la raccolta della plastica.
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11 Gen, 2022
In un mondo specista sono davvero pochi gli animali godono di qualche tutela per non parlare dei diritti. Le specie più violate e abusate sono gli animali considerati da allevamento e la fauna ittica. Il pesce, le aragoste i polpi. Una strage e uno strazio che come ha riconosciuto una recente studio a cura della London School of Economis, ha riacceso il dibattito sul tema. I ricercatori partendo da una letteratura già esistente hanno stabilito che ha affermato che sia i cefalopodi (polpi, calamari e seppie), sia i decapodi (granchi, astici e gamberi) torturati e straziati in allevamenti, pescherie e ristoranti sono essere senzienti. Sono capaci di apprendere. La grande intelligenza dei polpi è stata comprovata da numerosi studi. Sono animali capaci di usare strumenti per nutrirsi, di risolvere problemi e di collaborare con altre specie, ma anche di riconoscere un altro membro della propria specie e di memorizzare a lungo tecniche e procedimenti relativamente complessi, se necessari a sopravvivere. Jakob Vinther, biologo evolutivo dell’università di Bristol, ha spiegato che i polpi sono esseri estremamente complessi, che secondo lui avrebbero un’allegria e una curiosità molto simili a quelle degli umani. Inoltre provano dolore e rispondono ad analgesici o anestetici e questo facilita il loro riconoscimento ad animali da tutelare a pari dignità dei vertebrati. Il governo Uk lo aveva annunciato e il disegno di legge proprio lo scorso dicembre, ha ricevuto il via libera della Camera dei Lord. La “tutela” si traduce nel divieto di bollire vivi aragoste e granchi e condizioni più umane di trasporto, stordimento e macellazione.
In contrapposizione a questo evento si diffonde la notizia di un primo allevamento di polpi che verrà aperto alle Canarie da una multinazionale spagnola. La carne di polpo è consumata in tutto il mondo e come sta accadendo a molte altre specie marine la sua popolazione globale è minacciata dalla pesca intensiva. Per questo da decenni sono in corso studi per capire se e come sia possibile allevarlo in cattività, come si fa per molti pesci. Questo si tradurrà in uno strazio per migliaia di individui confinate in piccole e sovraffollate
porzioni di oceano. Inoltre i polpi sono animali molto territoriali e secondo gli esperti, potrebbero addirittura cominciare a mangiarsi l’un l’altro se fossero cresciuti assieme in un’unica vasca. Aspra la condanna di attivisti di scienziati e attivisti per i diritti degli animali.
Dopo anni di studi la spagnola Nueva Pescanova ha annunciato che nel 2023 comincerà a vendere i primi polpi cresciuti in allevamento.
Nueva Pescanova investirà più di 50 milioni di euro per produrre circa 3mila tonnellate di polpo all’anno, l’equivalente del 10 per cento di polpi pescati ogni anno in Spagna Nueva Pescanova sostiene che allevando i polpi in cattività si salvaguarderanno quelli che vivono in natura, le cui popolazioni sono sottoposte a pesca intensiva. I polpi però sono animali carnivori e per nutrirli servono grandi quantità di animali marini, come piccoli crostacei, sardine e aringhe, che andrebbero pescate in mare. L’allevamento intensivo di animali marini come gamberetti e salmoni ha creato diversi problemi di sostenibilità ambientale problemi: tra questi c’è per esempio la diffusione di malattie, che spesso si trasmettono anche al di fuori dell’allevamento. L’azienda inoltre non ha finora risposto alle numerose richieste di sapere come verrà gestita la struttura o come saranno uccisi gli animali.
La scelta vegana sarebbe sicuramente la soluzione a problemi degli animali e dell’ambiente.
https://www.ilpost.it/2021/12/23/primo-allevamento-polpi/
shorturl.at/nsvEJ
LEAL SCEGLIE VEGAN PERCHE’ INCONDIZIONATAMENTE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI E DELL’AMBIENTE