“SAVE RALPH” CORTOMETRAGGIO SUI TEST SUGLI ANIMALI VINCE IL GRAND PRIX FOR GOOD A CANNES!

“SAVE RALPH” CORTOMETRAGGIO SUI TEST SUGLI ANIMALI VINCE IL GRAND PRIX FOR GOOD A CANNES!

Un breve film per sensibilizzare sulla crudeltà e inutilità dei test cosmetici sugli animali.

VIDEO “SAVE RALPH” https://youtu.be/2vd6OKv3pfE

“Save Ralph” ha ottenuto il prestigioso Grand Prix For Good, assegnato ogni anno al Cannes Lions: un’occasione per portare sotto i riflettori il tema della vivisezione. Si tratta di un cortometraggio animato del 2021 scritto e diretto da Spencer Susser chee ha come tema la sperimentazione animale per i cosmetici. Il video vanta un cast stellato tra cui il premio Oscar Taika Waititi nei panni di Ralph, insieme a Ricky Gervais, Zac Efron, Olivia Munn, Pom Klementieff e Tricia Helfer.

Ralph è un coniglio usato come cavia per testare prodotti cosmetici. Mentre si prepara a tornare in laboratorio, Ralph, già cieco a un occhio e parzialmente sordo, spiega con un tono triste di come non gli importa necessariamente della propria vita, poiché sente che vale la pena sacrificare il suo corpo per “aiutare” gli umani, definiti superiori. In laboratorio, gli amici conigli di Ralph implorano la troupe intervistatrice di liberarli, prima che a Ralph venga iniettata una sostanza chimica nel suo unico occhio funzionante. Diventato completamente cieco e fortemente debilitato, Ralph pronuncia le sue ultime osservazioni: senza i Paesi che permettono la sperimentazione animale sarebbe senza lavoro, in un campo “come un normale coniglio”. Alla fine del video, Ralph rivolge con un’espressione preoccupata un pollice in su verso la telecamera. Il film è stato anche prodotto o sottotitolato in più lingue per supportare gli sforzi di Human Society International (HSI) per influenzare i legislatori di Paesi tra cui Canada, Brasile, Cile, Europa, Messico, Sud-est asiatico, Corea del Sud.

Sebbene vietati in 41 paesi, i cosmetici test sugli animali sono ancora perfettamente legali nella maggior parte del mondo e stanno tragicamente tornando in Europa, sottoponendo migliaia di animali a sofferenze e morte inutili. Save Ralph presenta il portavoce di HSI Ralph, mentre svolge la sua routine quotidiana come “tester” in un laboratorio, usando la storia di un coniglio per far luce sulla difficile situazione di innumerevoli conigli e altri animali che soffrono nei laboratori di tutto il mondo, coinvolgendo cittadini a diventare parte della soluzione. I cittadini europei che non vogliono rendersi complici di atrocità commesse nei confronti di diverse specie animali per la sperimentazione possono aiutare animali come Ralph firmando l’iniziativa dei cittadini Save Cruelty Free Cosmetics https://eci.ec.europa.eu/019/public/#/screen/home

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TEST COSMETICI SUGLI ANIMALI E METODI SOSTITUTIVI

TEST COSMETICI SUGLI ANIMALI E METODI SOSTITUTIVI

Manuela Cassotta Biologa, Medical Writer

In seguito ad un divieto iniziale dei test cosmetici su animali per alcuni endpoint per i prodotti finiti (2004) e per gli ingredienti (2009), nel 2013 l’UE aveva attuato il divieto di tutti i test sugli animali per prodotti ed ingredienti cosmetici ai sensi del regolamento 1223/2009.

L’obiettivo del Parlamento europeo, ampiamente sostenuto dall’industria, era raggiungere un divieto totale della sperimentazione animale in campo cosmetico entro il 2023.

Nonostante i divieti, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) richiede nuovi test sugli animali per determinati ingredienti, anche quelli utilizzati esclusivamente nei cosmetici e per ingredienti con un uso sicuro di lunga data.

Gli ingredienti cosmetici vengono testati sugli animali nell’UE ai sensi della normativa di Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH). In tutta Europa, milioni di animali vengono quindi utilizzati ogni anno in esperimenti che spesso infliggono gravi sofferenze. Le vittime includono topi, pesci, ratti, porcellini d’India, conigli, scimmie, ecc.

Oltre all’ovvio problema etico e di sofferenza animale, c’è da dire che i test sugli animali raramente mantengono la loro promessa principale, ovvero garantire una migliore sicurezza per la salute degli esseri umani. L’efficacia e la capacità predittiva degli attuali test cosmetici sugli animali sono infatti intensamente dibattute in relazione alla loro applicabilità agli esseri umani, ovvero all’estrapolazione da specie a specie.

Organizzazioni per la protezione degli animali e per la promozione della ricerca innovativa esortano la Commissione Europea a sostenere il divieto dei test sugli animali per i prodotti cosmetici.

L’appello per la sospensione dei test segue una lettera aperta inviata lo scorso dicembre alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, e firmata da 463 marchi di cosmetici, organizzazioni per la protezione degli animali e la promozione della ricerca innovativa. Nella lettera, i marchi hanno sottolineato la propria abilità di garantire la sicurezza dei consumatori e per i lavoratori coinvolti nella produzione di cosmetici senza l’utilizzo di metodi animali, ed evidenziato che molti degli ingredienti in questione hanno già una storia molto lunga di uso sicuro. I gruppi per la protezione degli animali e la promozione della ricerca innovativa hanno enfatizzato il forte supporto dei cittadini europei per il divieto dei test cosmetici, esortando le autorità ad appoggiarlo come inteso dai legislatori al momento dell’introduzione del divieto stesso, e in linea con il supporto del Parlamento europeo per un divieto globale ai test sugli animali per i prodotti cosmetici.

La sospensione immediata della richiesta di test sugli animali per gli ingredienti usati esclusivamente nei cosmetici permetterebbe all’industria di incontrarsi con regolatori e decisionisti per dimostrare che invece di sottoporre migliaia di animali a ulteriore sofferenza per prodotti cosmetici, possono invece garantire la sicurezza dei prodotti utilizzando batterie di metodi innovativi senza animali.

Esempi di metodi alternativi agli animali applicabili per i test cosmetici

Gli approcci innovativi senza animali attualmente disponibili per i test cosmetici sono diversi. Alcuni esempi sono l’epidermide umana ricostituita in vitro per i test di irritazione cutanea, i modelli in vitro di pelle umana e il test di resistenza elettrica transcutanea per la corrosione cutanea. Vi sono poi dei test che utilizzano cornee bovine o occhi di pollo derivanti da scarti dell’industria alimentare per valutare l’irritazione oculare, metodi che anche se non possono essere considerati né “senza animali” né “basati sulla biologia umana”, rappresentano comunque un primo passo avanti che dimostra la possibilità di svolgere questi test su tessuti o organi isolati. Per la sensibilizzazione cutanea sono disponibili batterie di test che combinano metodi in vitro, in silico ed in chemico. Un esempio di test in chemico è il DPRA (Direct Peptide Reactivity Assay), utilizzato per predire il legame delle proteine epidermiche alla sostanza da testare, che è l’evento molecolare che innesca la reazione di sensibilizzazione ad una sostanza cosmetica. Questi metodi possono essere utilizzati anche per la valutazione della fototossicità dei cosmetici, ovvero quella scatenata in seguito all’esposizione della pelle ai raggi solari. Anche per testare la mutagenicità e la genotossicità (la capacità dei cosmetici di indurre mutazioni nei nostri geni) e la cancerogenicità dei cosmetici sono disponibili da tempo diversi saggi in vitro su cellule o su batteri. Molti di questi metodi vengono già impiegati da anni, ma purtroppo accanto ad essi, vengono spesso ancora richiesti dei test sugli animali.

Approcci innovativi come gli organi su chip e gli organoidi umani costituiscono una validissima promessa per poter testare gli effetti sistemici delle sostanze chimiche, nonché gli effetti sullo sviluppo del feto, in quanto permettono di riprodurre il funzionamento di interi sistemi di organi in modo fisiologicamente più rilevante e vicino alla biologia umana e lungo tutte le tappe dello sviluppo. Questi nuovi approcci metodologici, qualora promossi e perfezionati ed integrati con altre metodologie basate sulla biologia umana, potrebbero essere impiegati ad esempio per ridurre e sostituire gli attuali test di tossicità acuta e cronica sugli animali.

L’associazione di categoria Cosmetics Europe e gli scienziati di Beiersdorf, L’Oréal, Procter & Gamble e Unilever hanno pubblicato uno studio che delinea un quadro sull’utilizzo del “read-across” come metodo di nuova generazione per condurre valutazioni della sicurezza dei cosmetici.

Il ”read-across” è un metodo che riesce a fornire indicazioni su sostanze non ben caratterizzate partendo da sostanze a loro simili ma ben note, può essere utilizzato per inserire i dati mancanti nelle registrazioni trasmesse a fini regolatori e per evitare di effettuare nuovi test su animali.

Lo schema d’azione si basa quindi sui metodi esistenti, fornendo un approccio basato sull’esposizione e sull’evidenza per la valutazione di prossima generazione del rischio nei cosmetici.

Lo studio è stato Pubblicato sulla rivista scientifica Regulatory Toxicology and Pharmacology, ed i ricercatori hanno delineato il nuovo approccio per la valutazione della tossicologia in campo cosmetico. Il quadro in 10 fasi combina approcci di valutazione read-across e nuovi approcci metodologici senza animali in biologia e cinetica, come saggi in vitro, tossicogenomica e metabolomica.

La tossicogenomica è uno degli approcci utilizzati in tossicologia per lo studio degli effetti avversi dovuti ad esposizione a sostanze chimiche e include l’applicazione di tutte quelle tecnologie ad alta produttività (high-throughput) con cui si ottengono migliaia di informazioni per ogni campione analizzato, come ad esempio la metabolomica, cioè la scienza che studia i prodotti che risultano dalle reazioni chimiche che avvengono nei nostri corpi (mataboliti). Mediante la tossicogenomica e metabolomica è possibile raccogliere ed interpretare in che modo geni, proteine e metaboliti di una particolare cellula o tessuto rispondo alla presenza di una sostanza chimica. L’analisi di tali alterazioni viene effettuata con strumenti bioinformatici, che permettono l’elaborazione dell’elevato numero di dati ottenuti. I risultati ottenuti possono contribuire a spiegare quali siano i meccanismi molecolari, le relazioni gene-ambiente e le vie metaboliche perturbate dall’azione delle sostanze chimiche in esame, in questo caso i cosmetici.

Approccio in funzione dell’esposizione e basato sull’evidenza

Il team ha affermato che il lavoro è stato “costruito su” approcci consolidati, compresi i metodi di valutazione delineati nell’ambito del programma SEURAT-1 del consorzio dei test senza animali dell’UE, utilizzando un approccio basato sull’esposizione e su strategie integrate di ultima generazione, senza generare dati sugli animali.

“Il nostro quadro di lettura incrociata “read-across” in 10 fasi si basa su nuovi approcci metodologici senza animali consolidati per definire la somiglianza chimica suffragando ipotesi sulla somiglianza tossicologica delle sostanze” hanno scritto i ricercatori. “… Proponiamo un approccio al “read-across” basato sull’esposizione e sull’evidenza, in cui vengono utilizzati i nuovi approcci metodologici per rafforzare un’ipotesi di modalità/meccanismo di azione e supportare i dati sulla cinetica e l’esposizione”. I ricercatori hanno affermato che seguire il quadro ha consentito di eseguire una valutazione del rischio con strumenti di nuova generazione e con “un livello di confidenza accettabile” per una “sostanza bersaglio povera di dati” che non aveva cioè dati di sicurezza o erano inadeguati. Le possibilità di utilizzare diversi tipi di test a seconda della formulazione del problema, portano a un approccio maggiormente flessibile e basato su una buona scienza”.

I ricercatori hanno presentato due casi di studio per illustrare come lo schema potrebbe essere seguito nella pratica, ma hanno affermato che sarebbero necessarie ulteriori indagini, nonché uno sforzo congiunto tra scienziati, agenzie di regolamentazione, ed aziende, per poter implementare questi approcci in modo ottimale. Ulteriori studi aiuterebbero anche a determinare quali tipi di dati sono più utili per supportare le strategie di read-across, hanno affermato i ricercatori.

Il read-across: un importante trampolino di lancio verso una scienza senza animali

Per arrivare ad un approccio completamente senza animali nel settore cosmetico, hanno affermato i ricercatori, è indispensabile investire al massimo ed avere fiducia nei nuovi approcci metodologici – la cui conoscenza potrebbe quindi essere implementata per analizzare gli effetti dei cosmetici sulla salute umana. I metodi “read-across” sono un importante “trampolino di lancio” e particolarmente pertinenti laddove la sperimentazione animale, per la tossicologia e la cinetica sistemica, non è legalmente possibile. Tuttavia, nella pratica, includere il “read-across” nel processo decisionale normativo per la sicurezza umana è stato impegnativo: un ostacolo che il quadro in 10 fasi mirava a ribaltare. A giugno dello scorso anno, Cosmetics Europe ha presentato il suo “New Science Program”, un’iniziativa quinquennale guidata dall’industria e progettata per guidare e plasmare l’adozione futura e l’accettazione normativa di metodi alternativi ai test cosmetici sugli animali.

Mentre esiste un consenso generale sul fatto che i test non animali sulla sicurezza sono preferibili sia dal punto di vista del benessere degli animali che dal punto di vista scientifico, i nuovi approcci metodologici che non fanno uso di animali, non stanno emergendo abbastanza velocemente da sostituire i metodi esistenti basati su animali. Laddove stanno emergendo approcci alternativi, il processo per ottenere l’accettazione normativa dei test è sempre complicato e molto lento. Inoltre, anche quando i nuovi approcci metodologici senza animali si dimostrano efficaci, questi tendono a non essere utilizzati in quanto non sono obbligatori o spesso non sono conosciuti dai tossicologi.

LEAL SUPPORTER UFFICIALE DI SAVE CRUELTY FREE COSMETICS

l’Iniziativa dei Cittadini Europei per dire NO ai test cosmetici e alla sperimentazione sugli animali

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Fonti:

Alexander-White C, Bury D, Cronin M, Dent M, Hack E, Hewitt NJ, Kenna G, Naciff J, Ouedraogo G, Schepky A, Mahony C, Europe C. A 10-step framework for use of read-across (RAX) in next generation risk assessment (NGRA) for cosmetics safety assessment. Regul Toxicol Pharmacol. 2022 Mar;129:105094. doi: 10.1016/j.yrtph.2021.105094. Epub 2022 Jan 4. PMID: 34990780.

https://www.cosmeticsdesign-europe.com/Article/2022/02/23/Cruelty-free-cosmetic-safety-testing-needs-next-generation-risk-assessment-framework-say-Cosmetics-Europe-and-beauty-brands

Pistollato F, Madia F, Corvi R, et al. Current EU regulatory requirements for the assessment of chemicals and cosmetic products: challenges and opportunities for introducing new approach methodologies. Arch Toxicol. 2021;95(6):1867-1897. doi:10.1007/s00204-021-03034-y

Knight J, Rovida C, Kreiling R, Zhu C, Knudsen M, Hartung T. Continuing animal tests on cosmetic ingredients for REACH in the EU. ALTEX. 2021;38(4):653-668. doi: 10.14573/altex.2104221. Epub 2021 Aug 18. PMID: 34402521.

Lee JS, Kim J, Cui B, Kim SK, Cho SA, An S, Cho SW. Hybrid skin chips for toxicological evaluation of chemical drugs and cosmetic compounds. Lab Chip. 2022 Jan 18;22(2):343-353. doi: 10.1039/d1lc00550b. PMID: 34904990.

I cosmetici in Europa non si possono testare sugli animali ma le regole si possono aggirare

I cosmetici in Europa non si possono testare sugli animali ma le regole si possono aggirare

“Il Parlamento europeo ha esortato oggi l’Unione Europea ad avviare un’iniziativa diplomatica per un divieto a livello mondiale sulla sperimentazione dei cosmetici sugli animali prima del 2023, approvando una risoluzione non legislativa con 620 voti in favore, 14 voti contrari e 18 astensioni. La vendita di cosmetici testati sugli animali è stata vietata all’interno dell’Unione dal 2013. I deputati hanno sottolineato che ciò non ha impedito all’industria cosmetica europea di prosperare e creare circa due milioni di posti di lavoro. Tuttavia, in circa l’80% dei Paesi nel mondo la sperimentazione animale e la commercializzazione di cosmetici testati sugli animali sono tuttora consentite. L’Eurocamera ha osservato, inoltre, che sono emerse carenze nel sistema dell’UE, in quanto alcuni cosmetici vengono testati sugli animali al di fuori dell’Unione, prima di essere nuovamente testati nell’Unione con metodi alternativi e immessi sul mercato comunitario”. (Ansa)
Voce_110_conigli_rossettoQuanto giunge alla stampa da parte del Parlamento Europeo in data 3 maggio 2018. È importante sottolineare la continua contraddizione presente come comune denominatore nell’ambito di tutte le applicazioni di test su animali per quella che viene definita erroneamente ricerca scientifica.
Ancora più ridicola la sua applicazione nel settore della cosmetica, dove già in Europa, con divieto di vendita di prodotti cosmetici testati su animali dal 2013, siano stati effettuati test con metodi alternativi su prodotti cosmetici, provenienti da Paesi esterni all’Europa, testati su animali, prima di entrare nel mercato europeo.
Sarebbe stato più serio da parte dell’Unione Europea non acquistare prodotti cosmetici da Paesi del mondo che hanno continuato a testare sugli animali i prodotti prima di metterli sul mercato globale.
Non ha molto senso andare a ri-testare con metodi alternativi, sapendo comunque che prima il test sull’animale è avvenuto, e che quindi il prodotto va in contraddizione con l’autodeterminazione dell’Europa di non vendere prodotti di questo genere.
La chiara e cristallina dimostrazione che quando si parla di sperimentazione animale si faccia sempre il gioco delle tre carte e che si faccia finta di non entrare dall’ingresso principale, entrando invece da ingressi secondari velati che tentano mediocremente di appannare la reale verità dei fatti.
In aggiunta, il fatto di testare con metodi alternativi in Europa i prodotti cosmetici acquistati fuori dall’Unione e testati su animali, dimostra a chiare lettere che il test su animali non dà alcuna certezza di assenza di effetti collaterali del prodotto cosmetico quali allergie, tumori della pelle o effetti ossidanti causa di forte tossicità sul metabolismo delle cellule del derma.
Quindi: “… sul territorio europeo i test cosmetici sugli animali non sono consentiti e non è consentita la commercializzazione di prodotti che non abbiano avuto un percorso di sperimentazione alternativa. Sono tuttavia ancora permessi, e in alcuni casi obbligatori, nell’80% dei Paesi del mondo. Una situazione di disparità che gli europarlamentari considerano un “problema serio” e a cui cercano ora di porre un freno, anche per evitare che cosmetici realizzati in Paesi terzi con metodi ormai superati e comunque contrari ai canoni dell’animal welfare europeo, finiscano poi con l’essere venduti negli Stati membri. E per evitare paradossi come quelli di prodotti testati su animali per i mercati extra-Ue e poi ri-testati con metodi alternativi per la commercializzazione in Europa…”.
Quanto riportato dalla stampa online, suscita amara ilarità. Ci si domanda quale senso possa avere vietare test su animali in campo cosmetico, acquistare fuori dall’Europa prodotti testati su animali, controllarne la validità dopo acquisto con metodi alternativi, e trovare i parlamentari in difficoltà emotiva perché preoccupati che possa crearsi un mercato nei Paesi dell’unione di prodotti nati da sperimentazione animale per la cosmetica.
Come mai non si pongono il problema di abolire tutti gli altri test su animali per tutti gli altri settori della ricerca?
È ridicolo leggere “animal welfare europeo” e sapere che tutto il resto continua a basarsi sulla sperimentazione animale (s.a.), in caso contrario addio autorizzazioni Aifa ed EMA per farmaci provenienti naturalmente solo da s.a. = vivisezione che di animal welfare non hanno proprio nulla.
Invitiamo pertanto il Parlamento Europeo a creare dei tavoli tecnici per la ricerca basata sui metodi sostitutivi human-based, per tutti i settori, presso i Ministeri della Salute di tutti i paesi che aderiscono all’Unione ed invitiamo alla trasparente coerenza oggi assente.
testo Prof. Mirta Bajamonte
Presidente Penco Bioscience
Presidente IVF Mediterranean Centre
Vicepresidente Limav Italia
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Test cosmetici: Bruxelles approva la mozione e chiede il divieto in tutto il mondo

Test cosmetici: Bruxelles approva la mozione e chiede il divieto in tutto il mondo

Con 63 voti e una astensione la Commissione ambiente dell’Europarlamento ha approvato una mozione che chiede all’Ue di lanciare un’offensiva diplomatica per vietare entro il 2023 in tutto il mondo i test dei cosmetici sugli animali.
leal test cosmeticiIn Europa la vendita di prodotti cosmetici testati su animali è proibita dal 2013, ma “sono ancora legali nell’80% dei Paesi del mondo” e “la mancanza di dati attendibili sui prodotti importati nell’Ue resta un problema serio”, si legge nella mozione, che sarà esaminata dalla plenaria di Strasburgo di marzo.
Gli eurodeputati chiedono ai leader dell’Ue di far valere il loro peso diplomatico per ottenere entro il 2023 una convenzione Onu contro i test animali per i cosmetici.
Ricordiamo che in molti Paesi i test cosmetici sono consentiti e addirittura obbligatori.


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