8 Dic, 2025
L’industria della moda, sia quella del fast fashion che quella del lusso, nasconde dietro luci e passerelle una realtà spesso taciuta: lo sfruttamento animale. Questi due mondi, apparentemente distanti per target e prezzo, condividono purtroppo la stessa radice di insopportabile sofferenza.
Gli animali vengono considerati materie prime e impiegati per “produrre” pelle, lana, pellicce e piume, materiali destinati ad accessori e abbigliamento. A questo si aggiunge molto spesso un grave sfruttamento umano nelle filiere produttive chiudendo un cerchio di ingiustizia e inquinamento.
Secondo dati recenti, ogni anno oltre due miliardi di animali sono coinvolti nell’industria globale del fashion, soffrendo condizioni di vita e pratiche che mettono seriamente in discussione etica e sostenibilità.
Oggi non abbiamo più scuse. Le alternative etiche e sostenibili stanno rapidamente diventando la scelta migliore: rispettano gli animali, riducono l’impatto ambientale e spesso offrono prestazioni superiori.
Dimentica la pelle degli animali! Oggi puoi scegliere materiali incredibili derivati dagli scarti vegetali: bucce di mela, fibre di caffè, funghi o ananas. Riproducono l’aspetto e la resistenza che cerchi, ma nascono dal riciclo e dalla terra, senza causare mai più sofferenza.
Il calore e il comfort non devono costare la sofferenza di una pecora. Passa al cotone biologico, al lino o alle fibre di canapa. Materiali che crescono con bassissimo consumo idrico e senza pesticidi, garantendo capi etici e di alta qualità.
Per piumini e imbottiture super caldi esistono alternative sintetiche biodegradabili o materiali ricavati da fibre naturali riciclate. Tutta la morbidezza e il calore, ma con la certezza che nessun animale sia stato spiumato vivo.
La vera svolta è nella ricerca di fibre bio-based che sostituiscono la plastica derivata dal petrolio, come l’elastan, offrendo elasticità con un impatto ambientale radicalmente ridotto.
Ecolastane (o Bio-Elastan): È l’elasticità di cui hai bisogno, ma prodotta da zuccheri vegetali. Rinnovabile, tecnicamente identico al tradizionale, ma molto più gentile con il Pianeta.
SeaCell: Dalle alghe brune islandesi nasce una fibra ricca di minerali che non è solo elastica, ma fa bene alla tua pelle. Un lusso dal mare, totalmente etico.
Weganool: Il Cashmere Vegano. La morbidezza e il calore di un “cashmere” derivato dalla pianta Calotropis procera. La sua performance è superiore, è ipoallergenico e il suo impatto ambientale è minimo: non necessita di irrigazione o fertilizzanti.
Alcune di queste soluzioni richiedono ancora processi di produzione ottimizzati per raggiungere una scala produttiva competitiva e accessibile. È un passaggio urgente e fondamentale per rendere l’ambito della moda etica un’opzione concreta e diffusa.
LEAL promuove scelte di trasparenza e vera eticità. Solo con un’informazione chiara e l’impegno collettivo sarà possibile trasformare un mercato come quello della moda in un settore che rispetta la vita e il pianeta, aprendo la strada a un futuro sostenibile. LEAL invita i consumatori a leggere sempre l’etichetta, a informarsi sulle certificazioni etiche e a scegliere marchi virtuosi che adottano trasparenza.

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5 Nov, 2025
In un’epoca in cui il rispetto per gli animali dovrebbe essere parte imprescindibile di ogni scelta etica, è sconcertante assistere ai tentativi di riproporre il triste ritorno della pelliccia vera sulle passerelle italiane.
Stilisti di fama internazionale come Prada e Dolce&Gabbana stanno cavalcando questa tendenza regressiva, mentre l’industria della pelliccia, ormai nota a tutti per la sua crudeltà e lo sfruttamento sistematico, evidentemente continua a esercitare pressioni sul settore della moda.
Chiamati frivolmente “dettagli furry” sono colli, inserti e finiture che portano una storia di torture e crudeltà che non ha più posto nel nostro tempo.
Di fronte alle critiche, si inventano anche la cosiddetta “pelliccia semi-etica”, un ambiguo tentativo di giustificare questa pratica. Tuttavia, dietro questo termine si nascondono spesso compromessi discutibili, che non escludono l’utilizzo di materiali di origine animale o processi non sostenibili. Per questo LEAL si batte per tenere alto il senso critico di fronte a proposte di moda spregiudicate e intrise di violenza.
Lo scorso sabato, a Milano, un presidio molto partecipato (organizzato da AVI, Fronte Animalista e NoMattatoio O F-FENDI, con il sostegno di LEAL e la presenza di sigle e attivisti indipendenti) ha chiesto l’immediato stop all’utilizzo della pelliccia vera, indirizzando la richiesta sia al brand Fendi che a tutti gli stilisti.
https://www.harpersbazaar.com/it/moda/tendenze/a68154584/cappotti-collo-pelliccia-inverno/
https://www.harpersbazaar.com/it/moda/tendenze/a63701402/pelliccia-trend-2025/

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27 Ott, 2025
LEAL aderisce e sostiene il presidio “OF-FENDI”, organizzato da AVI, Fronte Animalista e NoMattatoio Milano, che si terrà domenica 2 novembre 2025 a Milano, in Piazza San Babila, dalle ore 15:00 alle ore 18:00.
Con questa mobilitazione si vuole chiedere un impegno concreto a Fendi: seguire il percorso di numerosi altri brand di moda internazionali e rinunciare definitivamente all’uso delle pellicce animali nei propri prodotti, adottando invece collezioni cruelty free.
Negli ultimi anni la moda ha visto una svolta importante verso un’industria più etica e sostenibile: molte case di alta moda hanno già dichiarato ufficialmente l’abbandono delle pellicce. Tra queste, stilisti come Gucci, Prada, Giorgio Armani e Versace hanno eliminato le pellicce dalle loro collezioni, anticipando il cambiamento culturale e rispondendo alla crescente sensibilità del pubblico sul benessere animale.
I dati parlano chiaro: secondo Fur Free Alliance, oltre 1.200 brand a livello globale hanno smesso di utilizzare pellicce vere dal 2018, e le vendite di articoli cruelty free sono cresciute del 30% solo nell’ultimo biennio, riflettendo una domanda in continua espansione. La moda senza crudeltà è non solo possibile, ma vincente.
Chiediamo a Fendi di adottare questa questa nuova visione, abolendo l’uso di pellicce e impegnandosi a sviluppare capi che rispettino la vita e il benessere degli animali. La tutela degli esseri viventi deve diventare un principio imprescindibile della moda contemporanea.
LEAL invita tutti i cittadini, attiviste/i per i diritti degli animali e sostenitori della moda etica a unirsi a noi domenica 2 novembre, per far sentire forte la voce di chi vuole un mondo di stile senza crudeltà.

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30 Mag, 2025
La tutela degli animali è un tema che continua a guadagnare importanza nell’opinione pubblica italiana. Lo conferma con chiarezza il 37esimo Rapporto Italia dell’Eurispes che ha dedicato ampio spazio alle opinioni degli italiani riguardo a pratiche che coinvolgono gli animali, evidenziando un forte sentimento contrario a forme di sfruttamento e maltrattamento. Infatti vivisezione, caccia, pellicce e circhi ricevono un netto rifiuto da parte degli italiani.
Come possiamo notare, secondo il Rapporto, una larga maggioranza degli italiani si dichiara contraria a diverse pratiche che implicano sofferenza o sfruttamento degli animali.
Vivisezione: il 78,7% degli intervistati si oppone all’utilizzo degli animali per esperimenti scientifici che comportano dolore o danno. Caccia: il 68,3% degli italiani è contrario alla caccia, considerata una pratica non più accettabile in una società moderna e sensibile. Pellicce: il 79,4% si oppone all’uso delle pellicce animali nella moda, sottolineando una crescente attenzione verso alternative cruelty-free. Animali nei circhi: il 76% degli intervistati è contrario all’impiego di animali negli spettacoli circensi, una pratica sempre più criticata per motivi etici e di benessere animale.
Il Rapporto Eurispes ha ampliato la sua indagine evidenziando anche nuove frontiere di sensibilità: allevamenti intensivi e gestione della fauna selvatica: allevamenti intensivi per uso alimentare: il 71,4% degli italiani si dichiara contrario a questa pratica, spesso associata a condizioni di vita stressanti e crudeli per gli animali. Abbattimento di animali in sovrannumero: anche questa pratica incontra un’opposizione significativa, con il 66% contrario all’abbattimento in aree extraurbane e il 60,1% contrario quando riguarda animali in sovrannumero vicino o all’interno di aree urbane.
LEAL, commenta: “I dati del 37esimo Rapporto Italia evidenziano innegabilmente un cambiamento culturale profondo e diffuso: gli italiani non solo sono più consapevoli delle condizioni in cui vivono gli animali, ma esprimono anche una chiara volontà di promuovere pratiche più etiche e sostenibili. Questa sensibilità crescente rappresenta un importante stimolo per istituzioni, legislatori e imprese affinché si adottino politiche e comportamenti rispettosi del benessere animale, a dimostrazione che il lavoro instancabile di sensibilizzazione di associazioni come LEAL, dei media e degli attivisti sta ottenendo risultati concreti e tangibili”.
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21 Feb, 2024
La Milano Fashion Week è un evento importante nel mondo della moda, ma recentemente ha ricevuto attenzione per le preoccupazioni legate all’impatto ambientale e al benessere animale. In questi giorni sulle passerelle milanesi sfilano le collezioni di moda per l’autunno inverno 2025. Alcuni marchi sono stati criticati e sono criticati perchè incrementano il commercio di pellicce. Ancora tanto c’è da lavorare e sensibilizzare il pubblico e i produttori, non solo per l’uso di pellicce di animali ma anche per altri materiale quali: la lana, la seta, la piuma e la pelle. Ci dobbiamo impegnare per diffondere consapevolezza supportati anche da una crescente richiesta da parte del pubblico di una produzione più etica e sostenibile nella moda, che tiene conto del benessere degli animali e dell’ambiente.
Alcune case di moda, tra questi Max Mara purtroppo ancora sostengono il crudele commercio di pellicce. Molti brand invece sono stati d’esempio e hanno abbandonato l’uso delle pellicce. Tra questi abbiamo Prada, Versace, Valentino e Dolce & Gabbana, Giorgio Armani, Versace, Prada, Miu Miu, Church’s, Car Shoe, Alexander McQueen e Balenciaga che hanno annunciato l’abbandono dell’uso delle pellicce animali nelle loro collezioni, supportando così una moda più etica e sostenibile. Anche Gucci ha eliminato le pellicce introducendo purtroppo l’utilizzo della pelle di animali esotici allevati e uccisi crudelmente. Questa scelta deplorevole è stata al centro di proteste di attivisti durante la settimana della moda milanese della collezione primavera estate 2024
Tuttavia questo a chi difende i diritti degli animali, l’ambiente e l’ecologia della mente e delle proprie scelte la sola abolizione delle pellicce non può e non deve bastare.
La produzione di lana è associata a pratiche crudeli verso gli animali. Ad esempio, il mulesing è un metodo crudele in cui la pelle delle pecore viene strappata via senza anestesia, per prevenire la crescita della lana in quel punto. Questa pratica è diffusa in molte parti del mondo, in particolare in Australia, il principale produttore di lana. Oltre al mulesing, ci sono altre forme di maltrattamento verso le pecore impiegate per la produzione di lana, come la tosatura in condizioni disumane.
La seta a sua volta impatta sugli animali, in quanto il processo di produzione comporta la bollizione dei bozzoli del baco da seta che uccidendo i bachi. Tuttavia, esistono alternative sostenibili e biodegradabili di origine vegetale alla seta: la seta di loto, la seta di ananas, la seta di cactus e il cotone sateen.
Ormai è noto a tutti che la produzione di piume d’oca è associata a pratiche crudeli. Le oche vengono sottoposte a spennature dolorose e talvolta letali per ottenere le piume. Questo processo avviene in diversi paesi ma i maggiori produttori sono principalmente la Cina, la Polonia e l’Ungheria. Le piume d’oca possono essere sostituite con materiali sintetici, riducendo speriamo fino alla totale sostituzione le piume d’oca e le conseguenti queste pratiche crudeli
Come per tutti i materiali di origine animale anche la produzione di accessori e abbigliamento in pelle è associata a varie forme di crudeltà nei confronti degli animali. Per evitare lo sfruttamento animale e per ridurre l’impatto negativo sull’ambiente molte aziende stanno adottando materiali alternativi e vegani per la produzione di scarpe,accessori moda e casa e abbigliamento: l’Alcantara, la microfibra e la finta pelle ma anche materiali vegetali che includono il sughero, la canapa, il cotone e materiali innovativi ricavati dalla buccia della frutta, come l’ananas, la mela, l’uva e la banana. Materiali molto belli esteticamente e sempre più utilizzati nella moda per la produzione di scarpe, borse, cinture e altri accessori.
LEAL sostiene e diffonde un consumo critico anche per quanto a moda vegan e senza crudeltà che si impegna a che escludere completamente i materiali di origine animale e ad utilizzare materiali e processi che non siano testati sugli animali e rispettino l’ambiente.
LEAL INCONDIZIONATAMENTE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI
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