LEAL Lega Antivivisezionista riceve comunicazione della richiesta di archiviazione della Procura di Trento riguardanti la denuncia per le condizione di salute e di detenzione degli orsi all’interno del Casteller presentata nei confronti della Provincia Autonoma di Trento e annuncia l’opposizione all’archiviazione.
Le condizioni di detenzione dei plantigradi al Casteller sono incompatibili con la natura di questi animali e con le loro più basiche esigenze etologiche. Le condizioni di malessere furono ben evidenziate anche dal Rapporto dei Carabinieri Cites datato 21 settembre 2020 che LEAL ottenne in esclusiva con un accesso agli atti e lo rese pubblico (*).
Gian Marco Prampolini presidente LEAL dichiara: “Le motivazioni poste a sostegno della richiesta di archiviazione della richiesta di archiviazione sono inaccettabili e pertanto faremo richiesta dei fascicoli e presenteremo opposizione di archiviazione tramite la nostra legale Aurora Loprete. Ricordiamo che M49 rimane prigioniero nella struttura e il nostro impegno è quello di batterci ad oltranza per lui e per gli orsi del Trentino che nonostante siano specie protetta non hanno tutela sul territorio da parte della Provincia”
Il Consiglio di Stato, con una sentenza discussa il 14 ottobre e pubblicata il 3 novembre 2021, aveva accolto il ricorso presentato il 29 aprile scorso da alcune sigle animaliste, riguardo la decisione del Tar di Treno di dichiarare legittimo l’ordine di cattura di M57, il giovane esemplare di orso catturato e trasportato nel recinto del Casteller che aveva avuto un incontro ravvicinato con un carabiniere nei pressi di Andalo. Nel testo della sentenza, veniva chiesto alla Provincia di Trento di valutare la possibilità di liberare l’animale in quanto, secondo il Consiglio di Stato, le circostanze in cui, nella notte del 22 agosto 2020, è avvenuto l’incontro tra l’uomo e il plantigrado andrebbero analizzate in maniera più approfondita.
Il ricorso di Fugatti era stato subito annunciato, d’altra parte era chiaro a tutti che considerando l’ostilità nei confronti degli orsi da parte della Provincia di Trento e di molti cittadini che non sarebbe stata una scelta percorribile. Un comunicato diffuso oggi 18 novembre dalla Provincia di Trento riporta quanto viene classificato da Ispra per M57 in risposta alla Provincia: “Al massimo livello di problematicità, situazione per la quale il Pacobace (documento di riferimento per la gestione dell’orso bruno) prevede, come possibili azioni suggerite, anche la cattura per captivazione permanente o l’abbattimento, oltre che la cattura con rilascio allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio”. Ispra ricorda di aver analizzato nel rapporto redatto in collaborazione con il Muse il comportamento degli orsi problematici, classificandoli in “orsi potenzialmente pericolosi” per cui “si suggerisce un’attenta valutazione di ogni singolo caso, il monitoraggio intensivo e la tempestiva messa in atto delle azioni di prevenzione e dissuasione” e in “orsi ad alto rischio per i quali – scrive ancora Ispra- è suggerita la rimozione immediata”.
Sulla base di tali considerazioni, Ispra conclude spiegando che “si ritiene che un’eventuale reimmissione in natura dell’individuo M57 possa comportare significativi rischi di sicurezza per l’uomo” e che “in alternativa al rilascio in natura, si ritiene tecnicamente accettabile la traslocazione in altra struttura idonea al contenimento dell’esemplare”.
LEAL ribadisce che gli orsi detenuti al Casteller non stanno vivendo in condizioni che non solo non sono compatibili con la loro natura ma non sono neppure accettabili per qualsiasi altro animale. Inoltre i due orsi sono stati castrati e la loro cattività li ha resi dipendenti dall’uomo e confidenti. L’unica soluzione percorribile è quella di VOLERE CONVIVERE con questi animali, riconoscere i loro diritti, rispettare il loro territorio e fare in modo che la popolazione rispetti le regole stabilite per la corretta e pacifica sul territorio.
Ovviamente questa volontà non c’è e neppure c’è mai stata e neppure si contano più gli orsi che nel corso di questi anni sono stati vittime dell’arroganza, e dell’indifferenza delle istituzioni e della gran parte di chi dovrebbe amministrare la giustizia
Oggi il TAR valuterà in merito alla cattura dell’orsa JJ4 appena uscita dal letargo. L’orsa nel luglio del 2020 fu colta di sorpresa mentre era nei boschi con i suoi tre cuccioli, per difendere la prole simulò un attacco a scopo intimidatorio per difendere i suoi cuccioli e uno dei due uomini rimase lievemente ferito. Ora JJ4 si è sveglia dal letargo e il Tar oggi 25 marzo si riunisce per decidere in merito alla sua cattura auspicata dalla Provincia di Trento.
Giornata decisiva anche per la liberazione la liberazione del giovane orso M57 catturato la scorsa estate o oggi detenuto al Casteller dopo un incontro ravvicinato con un carabiniere fuori servizio . LEAL ha presentato ricorso per JJ4 e M57 per rivendicare libertà e giustizia che sono diritti di ogni essere vivente. La questione orsi nella fattispecie, la loro prigionia, l’ostilità dimostrata nei confronti e il loro diritto ad una vita libera sono una ferita aperta per una società che dovrebbe definirsi civile.
In data di ieri 26 febbraio il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di LEAL e Salviamo gli Orsi della Luna contro l’ordinanza di captivazione emessa per l’orso M57 dalla Provincia di Trento.
Ricordiamo che il giovane orso, poco più di un cucciolo, lo scorso 23 agosto era stato catturato dopo che ad Andalo aveva avuto un incontro ravvicinato con un carabiniere fuori servizio c aveva riportato qualche graffio. L’orso M57 si recando come d’abitudine presso il centro abitato di Andalo per rovistare nei cassonetti dei rifiuti in cerca di cibo, consuetudine incoraggiata da una amministrazione colpevole di non dotare i centri abitati dei previsti contenitori dei rifiuti a prova di orso. Grazie a questa sentenza M57, con M49 e la povera orsa DJ3 detenuta da più di 9 anni, rimarrà al Casteller in una cella di massima sicurezza di 6×2 mt. Non ci possiamo capacitare di come di fronte a modalità di gestione inadeguate, carenti e colpevoli da parte della Provincia degli animali debbano pagare il prezzo di tanta inettitudine.
Fissata per il 25 marzo la discussione del ricorso nel merito è fissata per il 25 marzo.
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L’anno appena trascorso è stato flagellato da continue emergenze per cinghiali, visoni, nutrie, orsi e macachi che si sono sommate alle sanguinarie stragi della caccia e della pesca e degli animali nei mattatoi e nei laboratori di vivisezione. LEAL ha lottato al fianco di singoli attivisti e associazioni con tutti mezzi a disposizione per queste cause, impegnandosi per vie legali e con campagne stampa e informative oltre che con la propria presenza a manifestazioni di protesta. Siamo al 2021 che sarà ancora “l’anno dell’orso e della scimmia” e speriamo che possa essere decisivo a favore degli animali.
I macachi, destinati al crudele esperimento LightUp, sono ancora reclusi nello stabulario dell’Università di Parma. Durante questi lunghissimi mesi nei quali i “ricercatori” avevano già iniziato una dura fase di addestramento durata fino all’ottobre del 2020 quando il Consiglio di Statoaveva sospeso la sperimentazione dei sei macachi prima che venissero privati della vista.
La discussione collegiale in udienza pubblica è stata fissata al 28 gennaio 2021 e riguarda l’esecutorietà della sentenza appellata e gli atti impugnati in primo grado.
La vicenda degli orsi del Trentino è ad oggi altrettanto tormentata. Un duro colpo alla battaglia per la loro liberazione si è avuto con il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha recentemente pubblicato la sentenza di un ricorso presentato contro la Provincia di Trento in merito alla cattura e captivazione di M49. Una sentenza incomprensibile che ha assurdamente descritto l’orso M49 come pericoloso per l’incolumità e la sicurezza pubblica. Questa dichiarazione è per M49 una condanna all’ergastolo. Una sentenza che ha soffocato ogni sogno di liberazione per lui che si è sempre limitato a fare l’orso schivo nei confronti dell’uomo e al qual sono state attribuite predazioni di comodo per cercare di aumentare nell’immaginario collettivo l’idea della sua pericolosità.
Ricordiamo che LEAL lo scorso ottobre ha reso pubblica in esclusiva la relazione dei Cites dopo il loro sopralluogo al Casteller di Trento. Un documento che ha evidenziato tutta la gravità e la soffrenza degli orsi M49, M57 e DJ3 sedati e detenuti in condizioni incompatibili con la loro natura (https://leal.it/2020/10/02/leal-ha-ottenuto-in-esclusiva-la-relazione-dei-carabinieri-cites-e-maltrattamento-per-gli-orsi-al-casteller-nellarticolo-la-relazione-completa/). I tre plantigradi, tra i quali la povera DJ3 che sopravvive in quel luogo da quasi 9 anni, sono attualmente ancora prigionieri in regime carcere duro. A oggi Fugatti, incurante di tutto, decide di realizzare un piano di ampliamento della recinzione del Casteller per poter ospitare altri orsi che saranno ritenuti pericolosi. Un progetto dai costi esorbitanti (si parla di 1,2 milioni di euro) che, come si evince dalle risposte all’interrogazione della consigliera Lucia Coppola, supera di gran lunga le spese previste in caso di liberazione degli orsi, finanziando politiche di informazione corretta dei cittadini, tutela degli allevamenti e dissuasione dall’avvicinamento ai centri abitati (https://www.ildolomiti.it/politica/2020/casteller-il-progetto-di-allargamento-di-fugatti-costa-quanto-tutti-i-danni-causati-da-tutti-gli-orsi-in-trentino-negli-ultimi-30-anni). A completare il quadro della situazione orsi l’assessore all’Agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia di Trento, Giulia Zanotelli con una nota stampa ha fatto un uso strumentale di una frase del Rapporto Ispra-Muse, decontestualizzandola dal resto per adattarla al pensiero e ai desiderata della Provincia. Riferendosi al Rapporto infatti afferma: “Risulta sostanzialmente in linea con le conclusioni del documento redatto dalla Provincia, confermando che la rimozione mediante abbattimento di determinati soggetti problematici diventa un’opzione necessaria ed inevitabile”. Fa eco la dichiarazione del 25 gennaio di Barbacovi, presidente di Coldiretti, che lamenta come la fauna in Trentino sia fuori controllo e come nell’attività di pianificazione della presenza dell’orso in Trentino ci devono essere: “Misure d’intervento per prevenire i rischi di sicurezza”. La sicurezza passa anche per la rimozione. E la rimozione può voler dire anche abbattimento (https://www.ladige.it/news/cronaca/2021/01/25/pressing-coldiretti-fauna-fuori-controllo-presidente-barbacovi-orsi-lupi).
Il territorio del Trentino è attualmente sfruttato per troppa parte della sua superficie da piste da sci e impianti, dal turismo e dalla zootecnia. Attività di lucro che vandalizzano il territorio e tolgono spazio alla natura e ai selvatici che da troppi locali sono visti come uno scomodo ostacolo al loro profitto.
LEAL INCONDIZIONATAMENTE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI
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