6 Mar, 2026
Il gatto Cesare, presenza affettuosa e familiare per pendolari e cittadini alla stazione ferroviaria di Colleferro (RM), è stato barbaramente preso a calci il 27 gennaio scorso. Dopo 12 giorni di agonia al Policlinico Veterinario Roma Sud, tra lesioni gravissime, insufficienza renale e sofferenze indicibili, Cesare ha lasciato la comunità umana che tanto lo amava. Grazie alle indagini dei Carabinieri di Colleferro e alle prove della video di sorveglianza e testimonianze, è stato identificato e denunciato un quarantacinquenne residente a Segni, ritenuto l’autore di questo vile maltrattamento. Un episodio che grida vendetta, ma che non deve restare impunito. Leal ha appreso con sdegno questo grave caso di crudeltà animale e Leal ha dato mandato al suo legale di procedere in sede di giudizio per chiedere giustizia.

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14 Feb, 2026
Irrazionale, illogico ed emesso in violazione delle norme sul sequestro giudiziario. Per questi motivi le associazioni LEAL, Leidaa e Oipa chiedono al TAR l’annullamento, previa adozione di idonea misura cautelare, dell’avviso pubblico della Regione Lazio finalizzato alla cessione di 180 cinghiali sequestrati nel giugno scorso alla “Sfattoria degli ultimi” di Roma. L’istanza è stata depositata oggi.
L’avviso, argomenta l’avv. Aurora Rosaria Loprete, che rappresenta le ricorrenti, chiede agli interessati il “possesso dell’autorizzazione alla detenzione di fauna selvatica”, il che esclude di per sé buona parte delle associazioni animaliste teoricamente destinatarie del provvedimento, mentre apre a “fattorie didattiche ed agriturismi” con scopo di lucro in contrasto con le finalità dichiarate del “mantenimento a vita” e della “non riproduzione” degli animali. Inoltre non è chiaro dal testo a chi spetterebbero le spese di trasferimento e sterilizzazione degli animali ( sterilizzazione tra l’altro mai effettuata ad oggi dal custode giudiziario, ossia la regione Lazio, con tutte le conseguenze del caso), né risulta agli atti il necessario nulla osta dell’Autorità giudiziaria per la cessione (cioè il trasferimento di proprietà) di beni ancora vincolati dal procedimento penale. Privo di fondamento scientifico e sanitario sarebbe poi il il limite geografico di 500 km per i rifugi di destinazione dei suidi e non si prevede alcun controllo successivo alla cessione per scongiurare il rischio di macellazione clandestina, di sparizione o di violazioni della biosicurezza.
Occorre intervenire subito per annullare il provvedimento, perché – sottolinea l’istanza – “la mancata partecipazione delle associazioni all’avviso rischierebbe di sortire l’effetto contrario rispetto a quello per il quale l’avviso è stato indetto, ovvero garantire benessere a creature che nel corso della loro vita sono state costrette a vivere in condizioni igienico sanitarie compromesse per poi essere ricollocate in luoghi ove se ne perderebbe la tracciabilità”.
Leal, Leidaa e Oipa auspicano in un esito favorevole di questo ricorso e continueranno a percorrere tutte le strade più opportune per garantire la vita e il benessere a questi animali che già in passato, a causa di omissione ed inadempienze, hanno rischiato di essere soppressi.

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11 Giu, 2025
11 giugno 2025
LEAL esprime delusione in seguito all’udienza di ieri, 10 giugno, presso il TAR del Lazio riguardante i beagle destinati all’azienda farmacologica Aptuit di Verona.
Il presidio organizzato davanti alla sede del Tribunale, per impedire la deportazione dalla Francia a Verona di 1600 beagle da destinare alla sperimentazione, ha visto la partecipazione di LEAL e di numerose associazioni e attivisti.
All’interno dell’aula, il presidente di LEAL, Gian Marco Prampolini, era presente insieme a pochi altri rappresentanti delle associazioni.
Mentre si attende una decisione che potrebbe ridurre il numero dei cuccioli coinvolti da 1.600 a 800, la sentenza è attesa entro 45 giorni, una rivelazione gravissima ha scosso gli attivisti e le associazioni presenti: Aptuit ha richiesto e ottenuto la possibilità di riutilizzare gli stessi beagle, già provati da precedenti test di farmacocinetica, in nuovi “progetti traslazionali”.
Ciò avverrebbe anche per animali in stato di sofferenza o prossimi alla morte, con la sconcertante giustificazione che la loro soglia del dolore sarebbe stata classificata come “moderata”.
LEAL disapprova fortemente il riutilizzo degli animali da testare e respinge categoricamente i metodi di definizione della soglia del dolore che consentono tali pratiche. Gian Marco Prampolini commenta con amarezza: “Sentire che la soglia del dolore di creature in agonia venga definita ‘moderata’ è un’aberrazione etica e scientifica. Non esiste alcuna ‘tutela’ quando si parla di tortura. Questa arroganza umana nel giudicare e monetizzare la sofferenza altrui è inaccettabile e profondamente vergognosa.
La pretesa di riutilizzare questi animali, già costretti a subire esperimenti invasivi e dolorosi, è per LEAL un abominio morale. La scienza moderna offre alternative valide che consentono di superare l’obsoleta e crudele sperimentazione animale. La decisione di Aptuit di proseguire con l’impiego di questi beagle, già mantenuti e trasportati a caro prezzo, dimostra una preoccupante disconnessione dalla scienza etica”.
L’atteggiamento dell’Aptuit, si inserisce in un sistema più ampio di lobby farmaceutiche che, operando talvolta nella “legalità” permessa da normative lacunose come la Direttiva 2010/63/UE, possono arrivare a perpetrare abomini sugli animali sottoposti a sperimentazione.
La passività delle istituzioni e la preferenza per nuove “fasi sperimentali” a discapito delle sospensive precedentemente accordate a numerose associazioni, inclusa LEAL, evidenziano un risultato inaccettabile.
Roberto Brognano, responsabile LEAL Maltrattamento e Randagismo rimarca: “L’impegno di LEAL è per un futuro senza vivisezione e una ricerca senza turtura. Non possiamo accettare che un “delirio di onnipotenza”, legittimato anche in ambito di ricerca medico scientifica lasci spazio a risultati che penalizzano la vita e la salute umana e animale e nel frattempo continueremo a monitorare la sorte dei beagle”.



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11 Mar, 2025
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha rinviato al 10 giugno prossimo la decisione riguardante il caso dei beagle di Aptuit, una multinazionale farmaceutica con sede a Verona. Questo significa che la situazione di circa 1.600 cuccioli di beagle, destinati alla sperimentazione, rimane in sospeso.
Il rinvio è avvenuto durante l’udienza odierna, alla presenza di numerose associazioni animaliste e attivisti, riuniti per manifestare il loro dissenso. La vicenda Aptuit è complessa, caratterizzata da diverse fasi, tra cui sospensioni e riprese delle autorizzazioni alla sperimentazione.
LEAL era presente al presidio odierno presso il TAR del Lazio e si oppone fermamente alla pratica della sperimentazione animale, definendola obsoleta e crudele. LEAL evidenzia le sofferenze inimmaginabili inflitte agli animali attraverso la sperimentazione, sottolineando come, nonostante le normative europee, molti subiscano trattamenti disumani, come la somministrazione di sostanze tossiche e procedure invasive che spesso portano alla morte. LEAL contesta, inoltre, l’efficacia di tali esperimenti nel progresso scientifico, mettendo in discussione la loro rilevanza per la salute umana.
LEAL chiede l’annullamento delle autorizzazioni alla sperimentazione su animali e auspica una decisione favorevole da parte del TAR del Lazio, sia per la salvaguardia degli animali coinvolti, sia per un progresso scientifico che utilizzi metodi alternativi più etici ed efficaci.
“Siamo fermamente convinti che la sperimentazione animale sia una pratica obsoleta e crudele, che non porta a risultati scientifici affidabili e che causa sofferenze inaccettabili agli animali – dichiara Gian Marco Prampolini presidente LEAL – Chiediamo al TAR del Lazio di annullare le autorizzazioni alla sperimentazione su questi 1.600 beagle e di promuovere un progresso scientifico che rispetti la vita e la dignità di tutti gli esseri viventi.”
LEAL ricorda che Aptuit è già stata al centro di accuse di maltrattamenti e irregolarità nei confronti degli animali. L’associazione chiede che i test sui beagle vengano immediatamente interrotti e che i responsabili di eventuali illeciti siano chiamati a rispondere delle loro azioni.
In attesa della decisione del TAR del Lazio, LEAL ribadisce il suo impegno a favore eliminazione dell’uso di animali nella sperimentazione, promuovendo metodi sostitutivi più etici ed efficaci. La battaglia di LEAL contro la vivisezione continua, con l’obiettivo di garantire il rispetto dei diritti degli animali e porre fine alle sofferenze causate dalla sperimentazione.
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22 Nov, 2024
LEAL in piazza contro la vivisezione: Gian Marco Prampolini, presidente di LEAL Lega Antivivisezionista era presente in piazza ieri 21 novembre in Piazza della Quercia a Roma davanti al Consiglio di Stato.
Un presidio partecipato volto a sensibilizzare sul tema della vivisezione in attesa del pronunciamento del pronunciamento che si avrà a breve sulla proroga ad Aptuit per praticare la sperimentazione, mentre la decisione sulla sorte dei 1600 beagle è stata rinviata al prossimo gennaio.
Un evento durante il quale LEAL ha espresso con forza l’opposizione ai crudeli esperimenti su i beagle e su tanti animali indifesi e vittime di una falsa scienza.
L’azienda farmaceutica Aptuit, autorizzata a proseguire gli esperimenti sui beagles, era già stata segnalata dal TAR Lazio a rispettare il Decreto Legislativo 26/2014, con l’obbligo di adeguamento struttura al benessere animale e divieto di riutilizzo degli animali nei test.
Il monitoraggio delle condizioni degli animali è ora sotto la responsabilità dei Carabinieri Forestali, evidenziando così l’inadeguatezza dei controlli effettuati in precedenza. L’evento è stato organizzato da organizzato da Partito Animalista Europeo in sinergia con Animalisti Italiani e ha visto la partecipazione oltre che di LEAL di numerose associazioni tra le quali Enpa, Lndc, Centopercentoanimalisti e Fondazione Jigen.
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