Le associazioni animaliste operanti sul territorio (Lombardia) esprimono sconcerto e profonda preoccupazione per l’abbattimento, con armi da fuoco, dei coniglietti all’interno del Parco dei Giganti di San Giuliano Milanese Il piano, lo ricordiamo, prevederebbe ancora altre 4 sparatorie che noi vogliamo fermare.
Riteniamo inaccettabile che, in un’area verde frequentata da famiglie, bambini e cittadini, si ricorra all’uccisione di animali come strumento di gestione faunistica. L’utilizzo delle armi in un contesto urbano e pubblico, oltre a rappresentare un pericolo per l’incolumità pubblica, solleva serie questioni etiche e morali, in contrasto con il crescente sentimento di rispetto e tutela per la vita animale presente nella società.
Chiediamo con urgenza:
• La sospensione immediata di qualsiasi attività di abbattimento all’interno del Parco dei Giganti e in aree limitrofe;
• L’adozione di metodi non cruenti e alternativi di gestione della fauna selvatica, nel rispetto delle normative nazionali ed europee in materia di tutela animale;
• L’avvio di un tavolo di confronto interistituzionale che coinvolga enti locali, associazioni animaliste e competenze tecniche, per la revisione delle attuali disposizioni normative che permettono l’abbattimento di animali selvatici in aree urbane o parchi pubblici.
Rivolgiamo un appello alle autorità comunali, provinciali e regionali. Abbiamo già provveduto a esprimere il nostro dissenso al Sindaco di San Giuliano Milanese, abbiamo inoltre chiesto l’intervento dell’Assessore regionale Gianluca Comazzi affinché ci sia un cambio di paradigma che ponga al centro la convivenza rispettosa con la fauna selvatica, la sicurezza dei cittadini e la valorizzazione etica del patrimonio naturale.
Confidiamo in una risposta sollecita e responsabile, che segni un passo avanti nella direzione di una società più civile, empatica e rispettosa della vita in tutte le sue forme.
Trattandosi di un piano di contenimento della Regione Lombardia invitiamo cittadini e associazioni ad unirsi alla nostra richiesta: episodi simili potrebbero verificarsi in altri comuni.
Le Associazioni
Associazione Canili Milano odv
LEAL Lega Antivivisezionista
Gaia Animali Ambiente
La rete dei santuari (rete di oltre 20 associazioni)
Mondo Gatto San Donato Milanese
Tana gelsomini (non è una associazione
Salva la Zampa ETS
La piccola tana di Forlì
AVI Associazione Vegani Internazionale
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Il Consiglio regionale della Lombardia in data 26 novembre ha approvato la “Seconda legge di revisione ordinamentale”, che include vergognose modifiche alla normativa venatoria, sostenute da Fratelli d’Italia. Le principali novità riguardano:
L’addestramento dei cani che a partire dalla prossima stagione venatoria, sarà possibile anche durante il periodo di caccia, facilitando così la preparazione degli animali per l’attività venatoria.
I cacciatori potranno essere ammessi all’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) o al Consorzio di Caccia (CAC) in cui è già socio un familiare diretto, come genitori o nonni, promuovendo la tradizione venatoria familiare
Riammissione per cacciatori non residenti: I cacciatori non residenti che non rispettano le scadenze di pagamento della quota annuale potranno essere riammessi all’ATC/CAC pagando una quota maggiorata entro il 30 aprile o anche successivamente in caso di malattia grave.
In aggiunta sono stati approvati anche i seguenti emendamenti per “migliorare” la gestione della fauna selvatica.: caccia al cinghiale da appostamento fisso: consentita previa formazione, fino alla fine dell’emergenza sanitaria legata alla Peste Suina Africana (PSA), caccia al daino: introdotta con l’obiettivo di gestire le popolazioni di questa specie, caccia alla volpe nelle Zone di Rispetto Ambientale (ZRA), LEAL evidenzia come questa legge sia vergognosamente un favore alle lobby venatorie e considera queste modifiche un grave passo indietro nella protezione degli animali. Introdurre la caccia alla volpe e al daino significa violare la biodiversità e le normative europee sulla protezione della fauna.
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È passata la deprecabile sanatoria sugli uccelli catturati illegalmente con la modifica della legge regionale 26/92, grazie ai fondi del Consiglio Regionale sarà messo a disposizione delle federazioni della caccia con lo stanziamento di 100 mila euro per la sostituzione degli attuali anellini di metallo destinati ai richiami vivi, che la legge nazionale 157/92 prevede inamovibili. Questi sigilli di plastica che nessuna norma nazionale o internazionale prevede per gli uccelli allevati, sono facilmente sostituibili e introducono anche una tolleranza del 10% per la misura degli anellini stessi rendendoli così inidonei ad attestarne la lecita detenzione e favorendo il bracconaggio.
Come se questo non bastasse in Lombardia, nonostante le sentenze, non verrà vietata la caccia dell’avifauna e fauna vagante e fissa a tutti i 31 valichi lombardi identificati dalla stessa Regione Lombardia come previsto anche da sentenze, ma bensì vietata solo per quattro valichi su 31, lasciando quindi agibili alla caccia punti di passaggio della fauna migratoria già individuati sulla base di dati scientifici, storici e piani faunistici.
Un risultato che mostra tutto il disprezzo per la legalità di chi ci rappresenta e conferma una volta di più che non sono gli animali selvatici le specie protette, bensì i cacciatori.
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Oggi 25 luglio tante le sigle unite con LEAL davanti al Pirellone per fare opposizione alla rovinosa modifica che il Consiglio Regionale lombardo vorrebbe attuare nella legge regionale 26/93 sulla detenzione ed uso dei richiami vivi per la caccia da appostamento. Mentre in Regione si svolgeva il dibattito sul finanziamento di centomila euro per la sostituzione a circa 400mila uccellini degli attuali anellini in metallo, che la legge nazionale 157/92 prevede inamovibili, con fascette di plastica facilmente sostituibili da parte dei cacciatori nel caso di cattura di uccelli selvatici, favorendo così il bracconaggio.
Nonostante le vittorie animaliste al Tar e alla Corte Costituzionale e la modifica dell’Art. 9 della Costituzione nel 2022 volta al rispetto e alla tutela della biodiversità, solo su 4 valichi lombardi identificati dalla Regione Lombardia su 31 la caccia dell’avifauna e fauna vagante e fissa verrà vietata. LEAL ribadisce come la fauna selvatica sia patrimonio indisponibile dello Stato e pertanto vada tutelata. In Regione Lombardia si tutelano i cacciatori e non gli animali selvatici.
Il sit-in di protesta sarà replicato venerdì 28 luglio in Regione Lombardia si discuterà dei valichi e il sit-in è confermato anche per quel giorno sempre in via Fabio Filzi 22 dalle ore 9.30 alle 12.30.
Hanno aderito alla protesta organizzata da Fronte Animalista le Associazioni Avi, Cabs Antibracconaggio, Earth, Gaia Animali & Ambiente, Fronte Animalista, Enpa, GOL Gruppo Ornitologico Lombardo, Meta, Lac, Lav, Leal, Legambiente Brescia, Lipu, Oipa, Pro Natura Lombardia, Task Force Animalista, Vitadacani, Wwf Lombardia.
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Presidio martedì 25 luglio Regione Lombardia Via Fabio Filzi, 22 dove si discuterà su quali altri regali fare ai cacciatori. Aderiscono alla protesta organizzata le Associazioni Avi, Cabs Antibracconaggio, Gaia Animali & Ambiente, Fronte Animalista, Enpa, GOL Gruppo Ornitologico Lombardo, Meta, Lac, Lav, Leal, Legambiente Brescia, Lipu, Pro Natura Lombardia, Task Force Animalista, Wwf Lombardia
Il presidio vedrà le Associazioni animaliste unite e indignate davanti al Pirellone contro le modifiche di legge regionale a favore della caccia selvaggia! Si voterà infatti per una sanatoria sugli uccelli catturati illegalmente con la modifica della legge regionale 26/92, finanziare con un vergognoso budget di 100 mila euro la sostituzione degli attuali anellini di metallo destinati ai richiami vivi che la legge nazionale 157/92 prevede inamovibili con fascette di plastica facilmente sostituibili, favorendo così il bracconaggio. Nonostante le vittorie animaliste al Tar e alla Corte Costituzionale non verrà vietata la caccia dell’avifauna e fauna vagante e fissa a tutti i 31 valichi lombardi identificati dalla stessa Regione Lombardia ma bensì vietata solo per 4 valichi su 31.
LEAL denuncia lo stupro da parte di Regione Lombardia alle specie cacciabili e un vero e sopruso nei confronti dei cittadini che sempre più numerosi, si schierano contro la caccia e i continui favori alla lobby della caccia che occupa in modo sempre più preoccupante le sedi istituzionali.
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